17.  DAI “RADICALI ASSOLUTI” AI “RADICALI IN  ”

 

E dopo questa prima fase in cui, per rendere più semplice l'impostazione della teoria,

ci siamo limitati a considerare radicali a radicando positivo (  ),

siamo ora pronti per accettare, in certi casi (e precisamente: quando l'indice è dispari)

anche un radicando negativo.

 

In definitiva:

 

 

I)            Se INDICE è DISPARI 

 

·      il radicando potrà essere positivo, negativo o nullo;

 

·      il valore del radicale, ossia il risultato dell'estrazione di radice,

avrà lo stesso segno del radicando, quindi sarà, rispettivamente, positivo, negativo o nullo.

 

Esempi:

 

 (notare che è ; in generale, si ha sempre  )

 

II)         Se INDICE è PARI 

 

·      il radicando dovrà essere positivo o nullo,

altrimenti la radice non si potrebbe estrarre (operazione impossibile;

ne riparleremo, comunque, quando introdurremo l’insieme  dei “numeri complessi”);

 

·      il valore del radicale, ossia il risultato dell'estrazione di radice, sarà

QUEL NUMERO POSITIVO O NULLO
che, elevato all'esponente 2n, riproduce il radicando.

Infatti la comunità matematica ha deciso, per diversi ottimi motivi,

che non debba intendersi, tanto per fare un esempio,

 

,

 

bensì

 

.

 

 

 

Quindi, ricapitolando (IMPORTANTISSIMO!!!):

IN CASO DI INDICE PARI, SIA IL RADICANDO CHE IL RISULTATO SONO POSITIVI (  ):

        il radicando, perché altrimenti l’operazione sarebbe impossibile;

      il risultato, per CONVENZIONE.

Esempi:

 

 

 

q       Si può verificare che tutte le regole di calcolo imparate per i “radicali assoluti”

( = i radicali a radicando positivo sui quali abbiamo basato fino al par. precedente la nostra trattazione)

continuano a valere anche per i “radicali in  ”,

ossia per quella famiglia  di radicali “ampliata” che si ottiene accettando pure

i radicali con indice dispari e radicando negativo.

 

q       Per quanto riguarda i radicali con indice pari,

ci sono alcune delicate questioni di segno che costringono,

in certi casi, ad introdurre un simbolo di valore assoluto.

Di questo argomento si occupa il paragrafo successivo.