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3. RADICANDO E RISULTATO POSITIVI.
MA PERCHE' ?
E' importante
ribadire che in questa nostra sistemazione teorica
SIA IL
RADICANDO a CHE LA RADICE
b SONO NUMERI POSITIVI O NULLI:  ,
 .
A ben riflettere, tale impostazione
potrebbe essere contestata.
Ascoltiamo come ragiona Giannino il
contestatore.
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Siccome l’operazione di estrazione di
radice viene pensata come
l’inversa dell'elevamento a potenza,
secondo me, che sono Giannino:
I)
quando l'indice è dispari,
è logico che si possa anche
estrarre la radice di un numero negativo:
ad esempio, trovo del tutto
giustificato scrivere ,
perché in effetti ;
è logico che l'operazione ammetta
DUE possibili risultati,
opposti fra loro (e NON un solo
risultato positivo):
ad esempio, perché ma anche .
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Le argomentazioni di Giannino sono
giuste ed intelligenti! Tuttavia …
RISPOSTA DELLA COMUNITA’ MATEMATICA A
GIANNINO
q Allo scopo di fissare un'impostazione teorica che
consenta di evitare eccessive complicazioni,
è estremamente conveniente,
quando si inizia a studiare
l'operazione di estrazione di radice,
supporre positivi (in senso "largo": ) sia il radicando che il risultato.
In questo modo, infatti, la
trattazione fila senz'altro più "liscia".
q In una seconda fase, quando si termina lo studio di questi radicali
con radicando e risultato positivi
(che i testi chiamano generalmente
"radicali assoluti"),
si procede a qualche semplicissima integrazione
della teoria (noi faremo questo al paragrafo 17),
per poter accettare anche operazioni come
 ;  ecc.
(radicali con indice dispari,
radicando negativo e risultato negativo).
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q
Invece con
indice pari e radicando negativo
l'estrazione di radice è
destinata a restare impossibile
(salvo poi ridiscuterne quando
viene introdotto
l’insieme dei “numeri complessi”
… ):
 ;  ecc.
Nessun numero reale, infatti, può
fare da risultato a tali operazioni,
perché nessun numero dell’insieme (leggi il riquadro a fianco),
se elevato ad esponente pari, dà un
risultato negativo.
q Nel caso, infine, di indice pari e radicando
positivo (es. ),
si continua sempre ad assegnare
all'operazione,
convenzionalmente, un UNICO risultato,
quello positivo:
 ; 
Questa convenzione è universalmente
adottata a motivo
di tutta una serie di inconvenienti
che si verrebbero a creare
qualora
si accettasse un'operazione con "doppio risultato".
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Ma adesso
proseguiamo con lo studio dei radicali “assoluti”,
quelli in cui
il radicando e il risultato sono sempre positivi ( ).
Scriveremo, per brevità, soltanto “radicali”, ma intenderemo sempre,
fino al paragrafo 16 compreso, “radicali assoluti”.
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