6.6 - POLIGONI INSCRITTI E CIRCOSCRITTI AD UNA CIRCONFERENZA

 

 

Definizione

Un poligono si dice:

 

 

"inscritto in una circonferenza" se

tutti i suoi vertici stanno sulla circonferenza

 

 

"circoscritto ad una circonferenza" se

tutti i suoi lati sono tangenti alla circonferenza

 

Se un poligono è inscritto in una circonferenza, si dice che questa circonferenza è "circoscritta" al poligono;

e se un poligono è circoscritto ad una circonferenza, questa si dirà “inscritta" nel poligono.

 

PROPRIETA’ DEI  QUADRILATERI  INSCRITTI E CIRCOSCRITTI

 

 

TEOREMA

In un quadrilatero inscritto, o inscrivibile, in una circonferenza,

gli angoli opposti sono supplementari

 

 

IPOTESI  ABCD inscritto (o inscrivibile) in una circonferenza

 

TESI       

Dimostrazione

 

 

… e analogamente, tracciando OA e OC,  per la somma .

 

 

 

TEOREMA (inverso del precedente)

Un quadrilatero con gli angoli opposti supplementari è inscrivibile in una circonferenza.

 

 

IPOTESI  ABCD ha gli angoli opposti supplementari:  

TESI         ABCD è inscrivibile in una circonferenza

                  ( = esiste una circonferenza, che passi per tutti e quattro i punti A, B, C, D)

 

Dimostrazione

Consideriamo la circonferenza (certamente esistente, per un teorema noto)

che passa per i tre punti A, B, C: vogliamo dimostrare che essa contiene anche D.

Infatti, se, per assurdo, tale circonferenza NON passasse per D,

allora intersecherebbe la retta CD in un punto E, distinto da D (NOTA).

Il quadrilatero ABCE sarebbe dunque inscritto in una circonferenza, e di conseguenza, per il teorema diretto,

avrebbe gli angoli opposti supplementari; in particolare,  sarebbe supplementare di .

Ma anche  è, per ipotesi, supplementare di , quindi si avrebbe :

entreremmo così in contraddizione col Teorema dell’Angolo Esterno (applicato al triangolo AED).

 

    NOTA:

    il punto E potrebbe trovarsi all’interno del segmento CD, oppure su uno dei suoi prolungamenti;

    comunque il ragionamento da farsi è, in entrambi i casi, il medesimo.

 

 

TEOREMA.   In un quadrilatero circoscritto, o circoscrivibile, ad una circonferenza,

                        la somma di due lati opposti è uguale alla somma degli altri due.

 

 

IPOTESI:  ABCD circoscritto (o circoscrivibile) ad una circonferenza

TESI          AB+DC = AD+BC

 

Dimostrazione

Molto semplice, basata sul

“teorema del Cappello”,

quello secondo il quale

i due segmenti di tangente

condotti a una circonferenza

da un punto esterno sono uguali.

 

 

Dimostrazione

Molto semplice, basata sul

“teorema del Cappello”,

quello secondo il quale

i due segmenti di tangente

condotti a una circonferenza

da un punto esterno sono uguali.

 

 

 

TEOREMA (inverso del precedente)

Un quadrilatero in cui la somma di due lati opposti è uguale alla somma degli altri due,

è circoscrivibile ad una circonferenza

 

 

IPOTESI  AB+DC = AD+BC

TESI         ABCD è circoscrivibile ad una circonferenza

                   ( = esiste una circonf., che sia tangente a tutti e quattro i lati di ABCD)

 

Dimostrazione

Consideriamo la circonferenza tangente a TRE dei quattro lati,

ad esempio ai lati AD, AB e BC (NOTA);

vogliamo dimostrare che tale circonferenza è tangente anche al lato rimanente DC.

Infatti, se, per assurdo, la circonferenza in questione non fosse tangente a DC,

allora, conducendo da D l’altra tangente (oltre a DA) alla circonferenza,

tale tangente sarebbe una retta distinta da DC,

e, quindi, andrebbe a intersecare la retta BC in un punto E, distinto da C.

Il quadrilatero ABED risulterebbe, dunque, circoscrivibile ad una circonf., e di conseguenza, per il teor. diretto,

la somma di due suoi lati opposti sarebbe uguale alla somma degli altri due:  .

                                                              Tuttavia si ha anche, per ipotesi,  …

… quindi da quanto scritto seguirebbe, sottraendo membro a membro, che   .

Ma , e allora nel triangolo CDE un lato sarebbe uguale alla differenza degli altri due: assurdo.

 

 

NOTA  Occorre però, se si vuol esser rigorosi, dimostrare l’ESISTENZA di detta circonferenza.

             A tale scopo, consideriamo la bisettrice a dell’angolo  e la bisettrice b dell’angolo .

             Ciascuno dei due angoli  e  è minore di un angolo piatto;

             quindi la somma delle loro metà è minore della somma di due retti, ossia minore di un piatto.

Insomma,  e quindi le due rette a e b, non formando

angoli coniugati interni supplementari, non sono parallele: si devono incontrare.

Indichiamo con W il loro punto di intersezione, e proiettiamo W su AD, AB, BC.

Poiché W appartiene alla bisettrice di , avremo , e poiché W

appartiene anche alla bisettrice dell’angolo , avremo pure .

In definitiva, è . Se noi ora puntiamo il compasso in W

con apertura uguale a , la circonferenza che tracceremo:

I)    passerà per H, K, S;

II)   e sarà tangente, in questi punti, alle tre rette AD, AB e BC, per il fatto che

        ciascuna di queste tre rette è perpendicolare ad un raggio nel suo estremo.

             La nostra tesi (l’esistenza di una circonf., tangente a tutte e tre le rette AD, AB, BC) resta così provata.

 

 

 

 TEOREMA

 

 Per ogni TRIANGOLO, esistono sempre

 sia la circonf. inscritta che la circonf. circoscritta.

 

        Il centro della circonferenza INSCRITTA

         coincide col punto di incontro delle BISETTRICI,

         ossia con l’ INCENTRO;

 

       il centro della circonferenza CIRCOSCRITTA

         coincide col punto di incontro degli ASSI,

         ossia col CIRCOCENTRO.

 

 

 

 

La dim. è basata su enunciati già acquisiti … comunque, puoi vederla a pag. 152.