Cap. 8: EQUIVALENZE; I TEOREMI DI EUCLIDE E DI PITAGORA

 

8.1 - L’EQUIVALENZA DELLE SUPERFICI PIANE

 

q    Una “superficie piana” è una porzione di piano, limitata da una linea chiusa:

 ad esempio, sono superfici piane i poligoni, o i cerchi.

 

q    L’ “estensione” di una superficie piana è “la quantità di piano occupata dalla superficie”.

 

“Superficie” ed “estensione” sono “concetti primitivi”,

 la cui descrizione è insita implicitamente negli assiomi che ad essi si riferiscono.

 

Due superfici con uguale estensione sono dette “equivalenti”.

 

Se prendiamo una lamiera di metallo e ritagliamo da essa due porzioni di ugual peso,

avremo l’idea di due superfici equivalenti.

Ancora: l’imbianchino che impieghi la stessa quantità di vernice per pitturare due diverse pareti,

ha verniciato due superfici equivalenti.

 

 Il simbolo che utilizzeremo per indicare equivalenza sarà un “uguale, col puntino sopra”:   

 

ASSIOMI della relazione di “equivalenza fra superfici piane”

 

1.    Due superfici uguali ( = congruenti) sono equivalenti

 

2.    L’equivalenza delle superfici piane gode delle tre proprietà riflessiva, simmetrica, transitiva

 

·      PROPRIETA' RIFLESSIVA    

Ogni superficie è equivalente a sé stessa

 

 

·      PROPRIETA' SIMMETRICA    

Se una superficie  è equivalente ad una superficie , allora anche  è equivalente ad  

 

·      PROPRIETA' TRANSITIVA    

Se una superficie  è equivalente ad una superficie ,

e la superficie  a sua volta è equivalente ad una superficie ,

allora  è equivalente a :

In altre parole, due superfici equivalenti ad una terza sono equivalenti fra loro.

 

3.     Somme, o differenze, di superfici equivalenti (in particolare: uguali), sono equivalenti

 

NOTA. Per “somma” di due superfici, intendiamo la superficie “totale”.

 Per poter essere “sommate”, due superfici devono essere prive di intersezione, o, al più,

 avere in comune soltanto punti del contorno.

 Per sommare due superfici S ed S’ che siano parzialmente sovrapposte, così da avere in comune

 anche dei punti interni ai contorni, occorre sostituire ad una di esse (es. S’)

 una superficie congruente, o equivalente, disposta in modo tale da poter essere sommata con S.

 

 

 

 

COROLLARIO

dell’assioma 3:

 

due superfici

equiscomponibili

(ossia: scomponibili in parti

rispettivamente uguali)

sono equivalenti

 

 

Ad esempio, sono equivalenti

il trapezio e il triangolo in figura,

perché scomponibili in triangoli

rispettivamente uguali

 

 

 

TEOREMA. Due parallelogrammi aventi ugual base e uguale altezza sono equivalenti

 

 

IPOTESI

 

           ABCD, ABEF parallelogrammi

           con ugual base e uguale altezza

 

TESI    

DIM.

       I due triangoli ADF, BCE sono uguali per il Primo Criterio perché hanno: AD = BC (lati opposti di un

       parallelogrammo); AF = BE (stesso motivo);  (angoli coi lati paralleli e concordi). Quindi:

 

 

 

       Vuoi sapere perché abbiamo preferito ragionare per differenza anziché per somma? Clicca qui: ð

 

COROLL. Un parallelogrammo è equivalente ad un rettangolo avente ugual base e uguale altezza

 

NOTA 1  Il corollario appena enunciato autorizza a calcolare l’area di un parallelogrammo

tramite la stessa formula che consente di calcolare l’area di un rettangolo:

 (vedi a questo proposito il precedente capitolo “Misura delle Grandezze”).

 

 

TEOREMA. Un triangolo è equivalente a un parallelogrammo

                     avente base uguale a metà base del triangolo, e per altezza la stessa altezza

 

 

 

IPOTESI:

ABC triangolo

ADEC parallelogrammo con , e stessa altezza di ABC

 

TESI

 

DIM.

   I due triangoli DBF, EFC sono uguali per il Secondo Criterio (due parallele, alterni interni, DB=AD=CE).

   Possiamo allora scrivere la catena  ,  che dimostra la tesi.

 

   NOTA 2  Combinando questo teorema con la NOTA 1 si ha la

                     formula per l’area di un triangolo:  

 

COROLLARIO. Due triangoli con ugual base e uguale altezza sono equivalenti

 

 

TEOREMA. Un trapezio è equivalente a un triangolo avente base

                     uguale alla somma delle basi del trapezio, e per altezza la stessa altezza

 

 

 

IPOTESI

ABCD trapezio

BE = DC,

così che il triangolo AED abbia base uguale alla somma

delle basi del trapezio, e per altezza la stessa altezza del trapezio

 

TESI

 

 

DIM.

I due triangoli FCD e FBE sono uguali per il Secondo Criterio. Ne consegue

,   c.v.d.

 

NOTA 3 - Questo teorema, insieme con la formula di cui alla NOTA 2, giustifica la

                    formula per l’area di un trapezio: