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CENNI DI GEOMETRIA SOLIDA
Così come la geometria piana, anche la solida è stata organizzata dai matematici secondo una struttura “ipotetico-deduttiva”: definizioni, assiomi, teoremi.
Noi qui ci proponiamo di darne una presentazione snella, che attiri l’attenzione sugli aspetti accattivanti di questo splendido argomento, quindi cercheremo un compromesso fra il rigore e la semplicità/brevità, rinunciando deliberatamente a un’esposizione esaustiva, troppo ingombrante per i nostri scopi.
Iniziamo.
1. NOZIONI GENERALI
Un “piano” è un’entità geometrica indicata con una lettera greca e caratterizzata da una famiglia di assiomi: eccone qui di seguito due.
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Assioma: per 3 punti distinti, non allineati, passa un piano e uno solo (conseguenza: due rette incidenti individuano uno e un solo piano).
Per questo motivo, un piano si può indicare anche tramite una terna di suoi punti
non allineati: piano
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Assioma: se due punti di una retta giacciono su di un piano, anche tutti gli altri punti della retta appartengono a quel piano
Quindi il piano è illimitato in tutte le direzioni: i nostri disegni, per cercare di comunicare l’idea di tridimensionalità nell’ambito bidimensionale del foglio, devono occultare questa caratteristica, che comunque va sempre tenuta presente.
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Piani paralleli: non hanno nessun punto in comune, oppure coincidono
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Piani incidenti: non sono paralleli; si può dimostrare che l’insieme dei loro punti comuni è una retta.
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Rette sghembe nello spazio: non appartengono al medesimo piano, e non hanno punti comuni.
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Rette parallele nello spazio: appartengono al medesimo piano, e non hanno punti comuni, oppure ne hanno infiniti (coincidono). |
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Definizione di perpendicolarità retta-piano:
una retta si dice perpendicolare ad un piano se e solo seè perpendicolare a tutte le rette di quel piano,passanti per il punto in cui la retta e il piano si tagliano
(ciò avviene senz’altro, come si può dimostrare, ogniqualvolta sia noto che il piano è perpendicolare ad almeno due di quelle rette).
(NOTA: quando pensiamo, ad esempio, alla perpendicolarità fra la retta a e la retta r della figura, la pensiamo nell’ambito di quel piano che è individuato dalle due rette in questione a, r)
TEOREMA DELLE TRE PERPENDICOLARI (è sovente utilizzato per giustificare una perpendicolarità in un contesto tridimensionale):
se si conduce una perpendicolare a ad un piano, e dal piede Q di questa si traccia la perpendicolare b ad una terza retta c che giace sul piano, l'ultima retta menzionata (c) risulta perpendicolare al piano individuato dalle prime due (
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Il Teorema delle Tre Perpendicolari |
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Dimostrazione del Teorema
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Sulla retta c, da parti opposte rispetto a R, prendiamo due punti S ed Congiungiamo sia Q che P con S e con E’ per il 1° Criterio; ma allora anche i due triangoli sono uguali per il 1° Criterio, e di conseguenza è Il triangolo mediana relativa alla base, fa anche da altezza: è perciò
e allora la retta c è perpendicolare nel punto R alla retta PR; ma la retta c era già, nello stesso punto R, appendicolare anche alla retta b; e quindi c, essendo perpendicolare, nel punto R, a due rette del piano PQR, è perpendicolare a tale piano, come volevasi dimostrare.
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Un angolo fra due piani, o “angolo diedro”, o semplicemente “DIEDRO”
(immagine opera di Luca Antonelli, da Wikimedia Commons, qui utilizzata con licenza GFDL, GNU Free Documentation License)
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Qui a destra, una figura che va pensata estesa illimitatamente verso il basso, detta “ANGOLOIDE”.
La somma delle ampiezze delle facce di un angoloide (in questo caso abbiamo 5 facce) è sempre <360°. |
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Un “POLIEDRO” è un solido delimitato da facce di forma poligonale.
Un poliedro si dice "regolare" o “platonico” quando le sue facce sono poligoni regolari, tutti uguali fra loro.
Si dimostra che esistono solo 5 tipi di POLIEDRI REGOLARI:
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● il tetraedro regolare, ● l'esaedro regolare o cubo, ● l'ottaedro regolare, ● l'icosaedro regolare, ● il pentadodecaedro regolare. |
Le immagini sottostanti hanno come autore Cyp Attribution Non-CommercialShare-Alike license version 2.0) |
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Tetraedroregolare(4 facce triangolari equilatere, 4 vertici, 6 spigoli)
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Cubo(6 facce quadrate, 8 vertici, 12 spigoli)
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Ottaedroregolare(8 facce triangolari equilatere, 6 vertici, 12 spigoli) |
Icosaedroregolare(20 facce triangolari equilatere, 12 vertici, 30 spigoli) |
Pentadodecaedroregolare(12 facce pentagonali regolari, 20 vertici, 30 spigoli) |
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Per tutti i poliedri, regolari e non regolari, vale la rilevante
FORMULA DI EULERO: f+v = s+2 “ il numero delle facce più quello dei vertici è uguale al numero degli spigoli, più 2 ”
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Un “PRISMA” è un solido delimitato da due “basi” poligonali uguali e parallele fra loro ( = giacenti su piani fra loro paralleli) e da una superficie laterale costituita da parallelogrammi (da rettangoli, se il prisma è “retto”). Si dice “altezza” di un prisma, la distanza ( = segmento di perpendicolare) fra i piani delle due basi.
· Prisma “retto”: gli spigoli laterali sono perpendicolari ai piani delle basi. · Prisma “regolare”: prisma retto, la cui base è un poligono regolare. · Parallelepipedo: prisma le cui 6 facce sono parallelogrammi (a 2 a 2 uguali, e giacenti su piani paralleli) · Parallelepipedo rettangolo: le facce sono 6 rettangoli (è la tipica forma di una “scatola”).
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Un prismanon rettoe una sua altezza
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Un prisma retto;
ne sono altezze
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Qui a fianco, un prisma regolare avente per base un triangolo equilatero |
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Un parallelepipedorettangolo
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Un parallelepipedo generico
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Una “PIRAMIDE” è un solido delimitato da una “base” poligonale e da una superficie laterale formata da triangoli, ottenuti congiungendo un punto V (“vertice”) coi vertici della base. Si dice “altezza” di una piramide, la distanza fra il vertice e il piano della base.
· Piramide "retta": la sua base è un poligono circoscrivibile ad una circonferenza, e inoltre l'altezza della piramide ha il suo piede proprio nel centro di questa circonferenza
· In una piramide retta, le altezze dei triangoli che formano la superficie laterale sono tutte uguali fra loro: una qualsiasi di queste altezze uguali si dice “apotema” della piramide. Ribadiamolo: il concetto di “apotema” di una piramide NON ha senso per una piramide qualsiasi, ma solo per una piramide retta.
· Piramide “regolare”: è una piramide retta, avente per base un poligono regolare
· Tronco di piramide: si ottiene intersecando una piramide con un piano parallelo alla base |
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Una piramide generica con la sua altezza VH
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Una piramide retta; VS è uno dei suoi apotemi.
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Un tronco di piramide (è come se fosse la differenza di due piramidi!) |
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Delle 5 figure, quella più a destra si riferisce al seguente enunciato: “In una piramide qualsiasi (anche non retta), detti V il vertice, AB un lato della base, H la proiezione di V sul piano della base, e K la proiezione di H su AB, si ha che VK è l'altezza del triangolo VAB ”. Dài, che qualcosa di già visto ti consente di dimostrarlo!
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