4. TRASFORMAZIONI PIANE MOLTO SPECIALI:
LE AFFINITA’ E, IN PARTICOLARE, LE ISOMETRIE
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Si dicono AFFINITA’ quelle trasformazioni cheMUTANO RETTE IN RETTE, CONSERVANDO L’ORDINE DEI PUNTI ALLINEATI ( = se A, B, C sono allineati, con B compreso fra A e C, dette
anche
Dalla definizione si trae immediatamente che un’affinità muta sempre una semiretta in un’altra semiretta, e un segmento in un altro segmento.
Altra conseguenza della definizione è che l’immagine, attraverso un’affinità, di un triangolo (compresi i punti interni di questo) è sempre ancora un triangolo;
questo enunciato, vero per tutte le affinità, è un po’ noioso da provare e noi ne presenteremo la dimostrazione nel successivo paragrafo 5, riferendoci al caso particolare delle “isometrie” (tuttavia, si può verificare che gli stessi ragionamenti lì utilizzati funzionerebbero perfettamente anche se estesi ad una affinità qualsiasi).
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L’omotetia e la simmetria assiale sono due esempi di affinità
(noi per ora l’abbiamo constatato empiricamente; il “Teorema fondamentale sulle isometrie” qui sotto riportato,
insieme con lo specchietto del successivo paragrafo 6, consente di dimostrarlo per la simmetria assiale,
mentre per l’omotetia la dimostrazione è una conseguenza del contenuto dei successivi paragrafi 15 e 16).
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Si dicono ISOMETRIE quelle trasformazioni che “CONSERVANO LE DISTANZE”:
cioè, una trasformazione t è un’isometria se e solo se, per ogni coppia di punti A, B, indicate con
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La simmetria assiale è un’isometria (immediato da constatare, dimostrazione nel successivo par. 6),
l’omotetia non lo è.
TEOREMA FONDAMENTALE SULLE ISOMETRIE
OGNI ISOMETRIA E’ ANCHE UN’AFFINITA’, ossia:
se una trasformazione piana è un’isometria ( = “conserva le distanze”), allora certamente quella trasformazione piana muta rette in rette, conservando l’ordine dei punti allineati (e, di conseguenza, muta semirette in semirette e segmenti in segmenti).
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Dimostrazione
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Prendiamo tre punti A, B, C ALLINEATI ( = giacenti su di una stessa retta), con B compreso fra A e C. |
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Se t è un’isometria, posto ,
risulterà .
Essendo allora , sarà anche
.
Ma quest’ultima relazione può sussistere soltanto
se i tre punti
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sono a loro volta fra loro allineati, con Infatti ● se i tre punti non fossero allineati varrebbe invece la
“disuguaglianza triangolare”
●
mentre se fra
Così la tesi è sostanzialmente dimostrata. Infatti abbiamo fatto vedere che un’isometria muta sempre |
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una terna di punti allineati in un’altra terna di punti allineati, conservando l’ordine dei punti in gioco;
ma ora, data una retta r, qualche considerazione supplementare
(che esporremo qui di seguito, nel riquadro) consentirà di provare che la sua immagine è ancora una retta.
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Infatti, fissati a piacere su r due punti H e K , consideriamo le rispettive immagini un qualsivoglia punto P della retta r verrà certamente trasformato, in virtù di quanto già dimostrato, in un punto allineato con quindi in un punto facente parte
della retta
Con ciò abbiamo provato che le immagini dei punti di r =HK, stanno tutte sulla retta
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Si potrebbe a questo punto ritenere la dimostrazione conclusa… … invece, se ci pensi bene, non è così! In effetti, resta ancora da dimostrare che la retta ossia che OGNI punto di tale retta è l’immagine di un punto di r. Coraggio dunque!
Al nostro scopo, formuliamo innanzitutto un’ovvia osservazione preliminare: la corrispondenza inversa di un’isometria è ancora un’isometria (NOTA).
Ma allora, ritorniamo alla nostra
coppia di rette r = HK, Fin qui, abbiamo dimostrato che
l’immagine di ciascun punto della retta HK, sta sulla e ciò prova che l’insieme delle
immagini dei punti di HK è un SOTTOINSIEME della Se adesso pensiamo all’isometria inversa della t, allo stesso modo l’insieme delle immagini dei punti della
retta |
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andrà a costituire un sottoinsieme della retta HK. Dunque, preso un qualsivoglia
punto della la sua immagine attraverso l’isometria inversa della t sarà un certo punto, appartenente alla HK; ciò significa che la controimmagine, rispetto alla t, di quel punto arbitrario di ma allora OGNI punto della è immagine, attraverso la t, di un punto della HK. |
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E con ciò, la dimostrazione del Teorema Fondamentale è finalmente completata.
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NOTA Detta la corrispondenza inversa, che
indicheremo con La ( = fa corrispondere ad un punto del piano, quello che ne era è anch’essa, come la (anziché dalle asole ai bottoni, fa passare dai bottoni alle asole!) e conserva le distanze: infatti,
detti e dette A, B le loro immagini
attraverso la controimmagini attraverso la
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UNA PUNTUALIZZAZIONE IMPORTANTE
Quando abbiamo dato la definizione di isometria, che ti invito a rileggere, abbiamo scritto che in un’isometria,
per qualsiasi coppia di punti A, B, si ha sempre
Vorrei ora sottolineare un fatto: con ciò, NON stavamo affatto dando per
scontato che il segmento
Voglio dire: che i punti interni al
segmento AB avessero come immagini i punti interni del segmento
Ma ora, dopo aver dimostrato il Teorema Fondamentale, resta definitivamente stabilito che in una isometria un segmento viene sempre trasformato in un segmento. Precisamente, in un segmento uguale ( = congruente, cioè sovrapponibile tramite un movimento rigido) a quello di partenza; e avente per estremi gli estremi del segmento di partenza.
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