6. Le memorie di massa
Tutti i supporti su cui si registrano quei dati, documenti e programmi che si vogliono conservare
in modo permanente vengono detti memorie di massa.
Le memorie
di massa sono: l’hard disk (HD), il floppy disk (FD),
Floppy disk (FD) (memoria MAGNETICA, ormai in disuso, che citiamo solo per ragioni “storiche”).
I floppy disk, o semplicemente floppy, impiegati largamente negli anni ‘80 e ’90 del XX secolo,
sono poi stati progressivamente abbandonati, per la bassa capacità e la bassa velocità di lettura/scrittura;
il supporto che attualmente più si avvicina, come ruolo, all’ ”antico” floppy è la “chiavetta USB”.
Capacità di un floppy: 1,44 MB (MB=MegaByte).
I dati, in un floppy, erano registrati in forma MAGNETICA:
la superficie del FD era organizzata secondo “tracce” e “settori”, e presentava tantissime microaree
ciascuna delle quali poteva essere magnetizzata in senso antiorario (bit 1), oppure in senso orario (bit 0).
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OSSERVAZIONE 1 Quando si parla di memorie di massa si è portati a usare il termine “drive”. In senso stretto, un “drive” è un “dispositivo in grado di leggere/scrivere su di una memoria di massa”. Tuttavia, in certi casi (ma non in tutti), la memoria di massa stessa viene in qualche modo confusa col drive, assimilata con esso.
Il “buco in cui si mettevano i floppy disk” (quando ancora venivano utilizzati) veniva chiamato il “drive A:”, mentre l’hard disk viene chiamato il “drive C:”
In definitiva: la lettera A: non è più in uso (indicava il floppy disk drive, che nei computer attuali non c’è
più; così pure, non viene utilizzata in computer molto “d’epoca” contrassegnava il “buco” per un secondo floppy; la lettera C: indica l’ hard disk drive principale; se poi sono presenti altri drive, ad esempio il “buco in cui si mettono i CD”, o un hard disk secondario, oppure se è stata magari connessa una chiavetta a una porta USB, il sistema operativo denomina queste unità con le lettere successive dell’alfabeto: si parlerà allora di “drive”, o “unità”, D:, E:, F:, G:, ...
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OSSERVAZIONE 2 DRIVE E DRIVER
Qui a destra è spiegato il termine “DRIVE”: bene, questo non va confuso con la parola “DRIVER” la quale significa invece “programma con cui il sistema operativo riconosce una periferica”. |
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Chiavetta USB o “pendrive” (memoria A SEMICONDUTTORE di tipo FLASH) |
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Una chiavetta USB, o penna USB, o pendrive, è una memoria di massa portatile di piccole dimensioni il cui nome è dovuto al fatto che si collega al computer mediante una delle porte USB di cui questo è dotato. E’ una “memoria FLASH”, ossia: è una memoria permanente (e non “volatile”
come che però, analogamente alla RAM, rientra nella categoria delle memorie “a semiconduttore”. Attualmente la sua capacità può andare, di norma, da 4 a 32 GigaByte e più.
Hard disk (HD) (memoria MAGNETICA)
L’ hard disk è costituito da più dischi sovrapposti, rapidamente rotanti intorno ad un asse comune, coi quali interagisce una testina di lettura-scrittura. I dati vi sono registrati in forma MAGNETICA e organizzati secondo tracce, settori, clusters. |
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I modelli di HD oggi in commercio hanno capacità, diciamo, da 250 GB a 1000 GB ( = 1 TeraByte) .
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Osserviamo che è abitudine per i costruttori di HD descrivere i loro prodotti con prefissi decimali, non binari. Quindi, “Giga” e “Tera” significano qui ESATTAMENTE 1 miliardo (10^9) e mille miliardi (10^12) e NON, come altre volte avviene in Informatica, 2^30 e 2^40.
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CD o Compact Disk (si scrive “Disc” nel caso dei CD audio) (memoria OTTICA)
La capacità di un CD è, a seconda dei modelli,
di 650 700
800
870 MB
(che nei CD audio corrisponde a 74 80
90
99 minuti di registrazione).
I dati su di un CD sono registrati in forma OTTICA:
♪ in fase di registrazione,
un raggio di luce laser impatta su talune microaree “bruciandole” e rendendole opache (bit 0),
mentre le microaree che vengono “risparmiate” memorizzano il bit 1.
♫ In fase di lettura, un altro raggio laser, di potenza inferiore rispetto al laser di scrittura,
viene inviato sulle microaree e viene riflesso da quelle lucide, non riflesso da quelle opache; e
un dispositivo di ricezione, se è colpito dal raggio riflesso legge il bit 1, se non è colpito il bit 0.
Ciò che abbiamo detto vale per i CD che acquistiamo “vergini” e poi registriamo con un “masterizzatore”;
tuttavia, anche per i CD che contengono già dall’acquisto brani musicali o programmi o dati di vario tipo,
il discorso, pur non essendo identico per quanto riguarda la fase di “scrittura”,
che produce in questo caso “bumps” (cunette) e “pits” (depressioni), è analogo.
Sovente anziché dire semplicemente “CD”, si usa dire “CD ROM”.
In realtà, la sigla ROM (Read Only Memory, Memoria a sola lettura),
che veniva sempre aggiunta nel periodo immediatamente successivo all’invenzione di questo supporto,
attualmente spesso non è adeguata:
la maggior parte dei CD in circolazione oggigiorno sono registrabili o addirittura riscrivibili (vedi più avanti).
Se diciamo semplicemente “CD”, siamo a posto in qualsiasi caso.
Le sigle:
CD-R =
= CD Recordable (Registrabile) = CD su cui possiamo registrare dati, tramite un masterizzatore.
Una volta registrati, però, i dati non potranno più essere modificati;
si potranno invece aggiungere altri dati in momenti successivi,
ma solo se abbiamo scelto di registrare in modalità “multisessione”.
CD-RW =
= CD ReWritable =
= CD riscrivibile = CD su cui, con un masterizzatore, è possibile registrare dati
poi, se si vuole, cancellarli e sostituirli con altri.
I primi masterizzatori, lanciati sul mercato a partire dal 1992, potevano registrare dati su CD
ad una velocità fissa (1x = 150 KBps = 150 KiloByte per secondo) che era la stessa di lettura.
In questo modo per poter registrare 60 minuti di musica si impiegavano proprio 60 minuti.
Con il passare degli anni è stato possibile aumentare tantissimo questa velocità
che può oggi arrivare fino a 52x, cioè 52 volte la “velocità-base”.
La scrittura su CD deve avvenire seguendo un ritmo costante e senza interruzioni:
se, per qualunque motivo, il flusso di dati durante la scrittura rimane bloccato, il CD è da buttare.
Osserviamo che uno dei software per la masterizzazione più diffusi si chiama Nero,
dall’imperatore Nerone, che si dice abbia cercato di dare fuoco a Roma.
In effetti, in lingua Inglese, pensando al modo particolare in cui viene registrato un CD
(tramite - come abbiamo visto - un laser), si usa il verbo “burn” (bruciare), e si dice “to burn a CD”,
dove noi diremmo “registrare” o “masterizzare”.
DVD (Digital Versatile Disk) (memoria OTTICA)
Esteriormente e tecnologicamente un DVD è simile a un CD, ma è più capiente (a partire da 4,7 GB).
I DVD sono usati per immagazzinare dati, programmi, film digitali.
Per leggere i DVD occorre un lettore appropriato (al giorno d’oggi in generale ogni computer
dispone di un lettore/masterizzatore in grado di funzionare sia coi CD che coi DVD).
Il superamento del DVD è il Blu-ray, supporto capace di contenere decine di GB;
ne vengono sviluppati sempre nuovi modelli.
Altre memorie di massa sono:
· i dischi magneto-ottici
· i nastri magnetici
· gli Zip drive
· le memory card (e smart card).