1 - ESEMPIO INTRODUTTIVO

 

ESEMPIO

 

program pitagora;

uses crt;

var a, b, c: longint;

begin

   clrscr;

   writeln (Inserisci le misure dei lati del triangolo);

   writeln (Devono essere numeri interi in ordine crescente);

   readln (a); readln (b); readln (c);

   if a*a+b*b=c*c then write (Il triangolo è rettangolo)

                             else write (Il triangolo non è rettangolo);

   readln;

end.

 

 

Vuoi vedere

il programma

in esecuzione?

 

(dopo aver

inserito

ciascun numero,

dovrai premere

“Invio”

per confermare)

ð 

 

OSSERVAZIONI

 

program = parola chiave con cui deve iniziare ogni programma (1)

uses crt = è la chiamata di un programma “di servizio” (2)

var = precede l’elenco delle variabili col rispettivo tipo (longint = lungo intero)

begin = parola chiave che deve precedere il “corpo” del programma

clrscr = istruzione di “pulizia dello schermo”: CLeaR SCReen

write = scrivi, writeln = scrivi-poi-vai-a-capo   (si pronuncia di solito wraitlain)

read = leggi,  readln = leggi-poi-dopo-aver-letto-vai-a-capo   (pron. ridlain)

if … then … else …  se … allora … altrimenti …

La moltiplicazione, in Pascal, si indica con un asterisco che non si può sottintendere: *

“readln” prima dell’ “end” finale = inserisce una pausa (3)

end = parola chiave che deve chiudere ogni programma

 

 

 

 

(1)  Per il nome di un programma PASCAL si possono utilizzare caratteri alfanumerici

(=alfabetici/numerici), ma sono vietati caratteri di altro tipo, eccetto quello “di sottolineatura”,

che può essere utile quando si vogliono usare più parole,

dato che il nome di un programma non può contenere spazi vuoti: 

es.  program mese1_e_mese2.

Le stesse regole valgono anche per i nomi di variabili.

Al posto di dire “nome” (di un programma, di una variabile) si preferisce dire “identificatore”.

 

 

(2)  “uses crt” è la chiamata di un programma “di servizio” senza il quale il nostro programma

non sarebbe in grado di eseguire la successiva istruzione “clrscr” per la pulizia dello schermo.

 

 

(3)  “readln” prima dell’ “end” finale inserisce una pausa

senza la quale il computer eseguirebbe immediatamente l’ “end” finale

e ritornerebbe quindi subito a mostrare sullo schermo la videata delle istruzioni del programma,

senza che l’utente possa avere il tempo di osservare l’output.

In fase di esecuzione, quando si vorrà che la pausa termini, si premerà “Invio”.

 

 

(4)  OGNI ISTRUZIONE DEVE SEMPRE TERMINARE COL “PUNTO E VIRGOLA”,

con l’eccezione del “begin” iniziale (per cui il “punto e virgola” è facoltativo)

e dell’ “end” finale, che deve invece essere seguito da un “punto”.

 

 

(5)  La rientranza verso destra, o “INDENTAZIONE”, di alcune righe del programma

rispetto ad altre, non è obbligatoria ma è utilissima per migliorare la “leggibilità” del programma.

 

 

(6)  Le istruzioni, le dichiarazioni, gli identificatori di un programma PASCAL possono essere scritti

       indifferentemente in minuscolo o usando le maiuscole a piacere: PASCAL interpreta, ad esempio,

       “prodotto”, “ProDOTto” e “PRODOTTO” considerandoli come uno stesso identificatore.

Invece quando utilizziamo un’istruzione di scrittura “write” o “writeln”,

e inseriamo una “stringa” (=sequenza di caratteri) entro la coppia di apici,

questa scritta (che potrà contenere caratteri di tipo qualsiasi)

verrà mandata in output esattamente come si presenta, eventuali maiuscole comprese.