13 - APPROSSIMAZIONE DELLE SOLUZIONI DI UN’EQUAZIONE

       COL METODO DI BISEZIONE

 

 

Per descrivere questo bellissimo metodo, partiamo da un esempio.

Sia data l’equazione

 

Innanzitutto, localizziamo approssimativamente le radici (NOTA)

col “metodo grafico”.

 

NOTA: quando si parla di un’equazione, la parola “radici” è sinonimo di “soluzioni

 

L’obiettivo è di “separare” le radici,

ossia di determinare, per ciascuna radice,

un intervallo che contenga quella radice e nessun’altra.

Per fare il grafico, sarà conveniente, nel nostro caso,

trasportare qualche termine a secondo membro,

in modo da aver a che fare con funzioni il più possibile facili da disegnare:

 

 

Vediamo così (figura qui a fianco) che l’equazione assegnata ha 3 radici:

.

Consideriamo ora una radice, ad esempio , e l’intervallo in cui è stata “separata”:

.

Per la risoluzione grafica, abbiamo portato l’equazione sotto la forma

 

ma ora dobbiamo tornare a pensare alla forma iniziale

  ossia   

 

Della funzione  noi non abbiamo tracciato il grafico;

tuttavia, il fatto che le due funzioni   

si sono “scavalcate” nell’intervallo   

ci dice che la loro differenza   

passa, al variare di  x  da    fino a  ,

dalla positività alla negatività o viceversa.

 

 

 

In effetti, se calcoliamo  e , troviamo valori discordi:

 

 

 

 

 

La situazione è perciò quella della figura qui a fianco  

 

 

E risolvere l’equazione  equivale a chiedersi in quale ascissa avviene

l’attraversamento dell’asse orizzontale, da parte del grafico della .

 

Cominciamo a chiederci se questo attraversamento dell’asse orizzontale avviene

nella metà sinistra dell’intervallo, oppure nella metà destra.

 

A questo scopo, troviamo il punto di mezzo dell’intervallo:

 

e calcoliamo  ossia .

Avremo   

 

Ora, essendo ,

la situazione sarà quella illustrata dalla figura qui a destra:

poiché  è concorde con ,

il grafico della  attraverserà l’asse orizzontale

NON nell’intervallo  bensì nell’ALTRO intervallo .

Insomma, semplicemente confrontando il segno di  con quello di ,

abbiamo stabilito che la soluzione cercata deve trovarsi nell’intervallo

.

 

Schematizzando: dal “vecchio” intervallo  si passa al NUOVO intervallo

 

 

Ora iteriamo ( = ripetiamo) il procedimento su questo nuovo intervallo …

… il nuovo intervallo prende il posto del vecchio!

 

Otterremo così, per dimezzamenti successivi ( = bisezioni) dell’intervallo iniziale,

nuovi intervalli sempre più piccoli i cui estremi forniranno un’approssimazione per difetto e una per eccesso,

della soluzione cercata, via via sempre più precise.

Eccezionalmente (rarissimo), se dovesse capitare di trovare ,

ci imbatteremmo proprio nella soluzione esatta.

 

 

Esercizio 41)

 

Scriviamo un programma Pascal per risolvere, col metodo di bisezione, l’equazione P(x)=0,

essendo P(x) un polinomio di grado non superiore a 5: 

 .

 

Innanzitutto stabiliremo, col metodo grafico, quante sono le soluzioni dell’equazione

 

e le localizzeremo approssimativamente.

 

Dopodiché, individuato un intervallo [a, b] in cui siamo sicuri che cada una e una sola soluzione

della nostra equazione, affideremo ad un programma Pascal il compito di approssimare tale soluzione

con la precisione da noi desiderata (ad esempio, a meno di 0.0001), applicando, appunto,

il metodo di bisezione ( = dimezzamenti successivi dell’intervallo in cui è localizzata la soluzione).

 

 

Il programma dovrà:

 

  I)  LEGGERE in input

·         i 6 coefficienti c0, c1, c2, c3, c4, c5 del polinomio  

 

·         gli estremi a, b dell’intervallo in cui l’utente ha “separato” una e una sola radice ( = soluzione)

     dell’equazione  

 

·         e la precisione p con la quale l’utente desidera sia approssimata la soluzione in questione

 

 

 II)  CALCOLARE  e poi SOSTITUIRE l’intervallo [a, b]

        con l’intervallo [a, m] se P(m) è discorde rispetto a P(a): P(m)*P(a)<0

       con l’intervallo [m, b] in caso contrario;

 

 

III)  ITERARE il procedimento (calcolo di  e sostituzione di [a, b] con [a, m] oppure [m, b] )

          FINO A QUANDO

·         ci si imbatta nella soluzione esatta (caso rarissimo)

·         OPPURE l’intervallo sia diventato tale che la sua ampiezza sia minore o uguale a p.

 

 

IV)  Nel primo (eccezionale) caso, l’output dovrà essere

LA SOLUZIONE CERCATA E’ …

   mentre nel secondo caso dovrà essere

LA SOLUZIONE CERCATA E’ COMPRESA FRA …

 

Beh, ho detto “scriviamo” … ma il programmatore sei tu.

Buon lavoro!!!