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3 - DIVERSI APPROCCI ALLA PROBABILITA’
In Matematica ci sono 4 modi alternativi di porre la definizione di probabilità: a) definizione CLASSICA b) definizione FREQUENTISTA c) definizione ASSIOMATICA d) definizione SOGGETTIVISTA
a) Def. CLASSICA:
sotto l’ipotesi che i casi possibili siano valutati tutti “equipossibili”, o “equiprobabili”.
Quest’ultima valutazione è individuale e legata sostanzialmente a considerazioni di “simmetria” non inquadrabili, purtroppo, in un criterio che si riesca a definire in termini rigorosi e generali.
Tuttavia, dopo un’attenta analisi e discussione, la “equipossibilità” o la “non equipossibilità” dei casi in esame dovrebbe sempre emergere in modo chiaro, ed essere unanimemente condivisa, sulla base del cosiddetto “Principio di Ragione Insufficiente”, o “Principio di Indifferenza”: “due casi sono equipossibili se non c’è nessuna ragione perché si debba ritenere il contrario”.
b) Def. FREQUENTISTA (o “statistica”):
calcolata, s’intende, dopo aver effettuato un numero “sufficientemente elevato” di prove.
Questo tipo di valutazione di probabilità è in genere destinato, per sua natura, a contenere un (se pur piccolo) errore di approssimazione. Il numero n di prove è da giudicarsi “sufficientemente elevato” se la frequenza relativa, allorquando ci si avvicina a n prove, tende a rimanere pressoché stabile, in quanto si osserva che le sue variazioni si fanno molto ma molto piccole.
c) Def. ASSIOMATICA (Kolmogorov, 1933): non si preoccupa di stabilire “cos’è” la probabilità, ma solo di definirla implicitamente tramite una famiglia di assiomi.
d) Def. SOGGETTIVISTA (De Finetti e altri, 1931):
INTERPRETAZIONE 1) La probabilità “soggettiva” di un evento è a/b se un soggetto “coerente” G è disposto a pagare subito la somma a per ricevere in futuro la
somma b (con un guadagno netto, quindi, uguale a nel caso l’evento si verifichi. “Coerente” significa che lo stesso soggetto G deve essere disposto in qualsiasi momento a
scambiarsi di ruolo con l’altro giocatore Ma cosa fa l’altro giocatore? Riceve tanto per cominciare la somma a, ed è disposto a pagare b se l’evento si verifica: quindi anche G, per essere coerente, deve essere disposto a incassare subito la somma a per
pagare in un futuro la somma b (con una perdita uguale in valore assoluto a
INTERPRETAZIONE 2) Anche, in modo del tutto equivalente: la probabilità di un evento E è uguale a s/S se per me è del tutto indifferente l’offerta, da parte di un benefattore, ♪ di una somma s certa, che mi viene pagata in ogni caso ♫ oppure in alternativa di una somma S, che però mi verrà data solo se l’evento E si verificherà.
q Il taglio di queste lezioni è classico-frequentistico al medesimo tempo.
Infatti abbiamo posto la definizione di tipo “classico”, e accettato l’asserto “sperimentale” chiamato “LEGGE EMPIRICA DEL CASO”, di cui ci serviremo per passare, quando opportuno, da una “visione classica” a una “visione frequentista”: “Quando si ripete per ‘molte’ volte una prova, la frequenza relativa di un esito, cioè il rapporto (n° di prove che hanno avuto quell’esito)/(n° totale di prove) si avvicina ‘molto’ alla probabilità a priori di quell'esito, calcolata tramite il rapporto (n° casi favorevoli)/(n° casi possibili)”
q Nella risoluzione dei problemi sulla probabilità, è assai proficuo, a parere di chi scrive, utilizzare per certi problemi una visione classica, per altri una visione frequentista, per altri entrambe.
q L’approccio matematico “puro” alla teoria della probabilità sarebbe quello assiomatico, che con ogni evidenza è didatticamente improponibile ai fini di una prima presentazione dell’argomento.
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