4.6 - Esercizi su probabilità e frequenza relativa
1) Se si lancia un pezzo di legno intagliato a forma di tronco di cono, quanti sono i casi possibili quando
il tronco cade a terra e si ferma? Come si potrebbe valutare la probabilità di ciascun esito?
2) Lanciando 1000 volte una moneta truccata, il rapporto teste/croci è risultato uguale a 0,7762 circa.
Quante “teste” e quante “croci” sono uscite?
Che probabilità c’è di ottenere, con un ulteriore lancio, “testa”?
3) I “Giochi di Archimede” sono competizioni matematiche nelle quali lo studente è chiamato a rispondere
a un set di 20 quesiti (pensando alla gara junior, quella per i più giovani).
Per ciascun quesito sono elencate 5 possibili risposte A, B, C, D, E delle quali una e una sola è corretta.
E’ previsto di assegnare 5 punti a ogni risposta giusta, 0 a ogni risposta sbagliata, e 1 a ogni risposta non data.
Un pelandrone che non si degnasse neppure di leggere il testo delle domande, tenderebbe a fare più punti
non rispondendo mai oppure crociando a casaccio una risposta per ogni domanda?
4) Un tale mi propone il seguente gioco: “Lanciamo un dado, per un numero di volte che deciderò io.
Se uscirà 1 o 2 più volte di quante volte sarà uscito 3, 4, 5 o 6, ti darò 100 euro, altrimenti mi darai tu 5 euro”.
Mi conviene accettare?
5) Si sa che un sacco contiene 120 palline, in parte azzurre, in parte gialle, in parte rosa;
si estraggono una dopo l’altra, con reimbussolamento, 3 palline, e risultano tutte e 3 di colori diversi.
a) Cosa si può ipotizzare sul numero totale di palline dei tre colori?
b) E se si facessero 400 estrazioni ottenendo 90 azzurre, 196 gialle, e 114 rosa?
6) Se si lancia 1000 volte una coppia di monete, quante volte ci si aspetta pressappoco che mostrino 2 “Teste”?
7) Utilizza il foglio elettronico per simulare 300 lanci di una coppia di dadi.
Per ogni singolo lancio simulato, il foglio elettronico dovrà calcolare la somma dei due punteggi.
E per ogni somma ottenibile (da 2 fino a 12), dovrà determinare la frequenza assoluta e la frequenza relativa.
Tu confronterai infine quest’ultima con la probabilità a priori.
Tieni comunque presente che i numeri “casuali” generati dal computer non sono veramente casuali,
ma sono piuttosto pseudocasuali, ossia hanno l’apparenza della casualità.
Per motivi di impaginazione, una scheda sui numeri pseudocasuali nel foglio elettronico è riportata a pag. 250.
8) Si può dare per scontato che sia uguale la probabilità di nascer maschio e di nascer femmina?
9) In Inglese si parla, ad esempio, di “3:5 (three to five) odds in favor”, in relazione a un evento,
per affermare che quell’evento si verifica mediamente 3 volte per ogni 5 volte che non si verifica.
Analogamente, dire che le “odds against” per un evento sono 4:1 significa sostenere
che in media l’evento NON si presenta 4 volte per ogni volta che si presenta.
Ciò premesso, nel lancio di un dado, quante sono le “odds in favor” per l’uscita della faccia 3?
Se un evento è tale che ha “odds
against”, qual è la sua probabilità?
RISPOSTE
1) 3: faccia circolare maggiore in alto, faccia circolare minore in alto, tronco appoggiato sulla superficie laterale.
La probabilità di ciascuno dei tre esiti si può valutare soltanto lanciando il tronco tantissime volte e annotando
la frequenza relativa di ognuno dei tre esiti.
2) 437 teste, 563 croci; valutabile in circa
3) E’ indifferente. Rispondendo a caso, la probabilità di azzeccare la risposta giusta a una domanda fissata è 1/5
per cui, sulle 20 domande, possiamo aspettarci intorno a 4 risposte
esatte per un totale di circa punti;
non rispondendo, si totalizzano punti.
4) No, perché certamente l’avversario deciderà che il dado vada lanciato tantissime volte …
e con tantissimi lanci, è praticamente certo che la circostanza a me favorevole non si verificherà.
5) a) Praticamente non si può ipotizzare nulla: 3 estrazioni sono decisamente troppo poche.
Sembrerebbero suggerire un certo “equilibrio” fra il numero delle azzurre, delle gialle e delle rosa,
ma fino a un certo punto: davvero, 3 estrazioni sono pochine.
b) 200 è già un buon numero. Le frequenze relative sono
e portano a presupporre che il numero complessivo delle azzurre, delle gialle e delle rosa sia in proporzione;
quindi la composizione dell’urna potrebbe essere di 27 azzurre, 59 gialle e 34 rosa … o pressappoco.
6) Un numero di volte non molto distante da 250. Infatti la probabilità dell’evento è 1/4.
7) Somme possibili: 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12. Probab.: 1/36 2/36 3/36 4/36 5/36 6/36 5/36 4/36 3/36 2/36 1/36
8) No. Non è detto che i due casi siano equipossibili. In effetti, si osserva, in tutte le parti del globo,
una leggera prevalenza delle nascite maschili rispetto a quelle femminili.
9) 1:5;
Per il discorso che vogliamo iniziare è essenziale tener presente
cosa afferma la “legge empirica del caso”:
|
quando si ripete per "molte" volte una
prova aleatoria (=legata al caso), la frequenza
relativa di un esito,
cioè il rapporto
si avvicina "molto" alla probabilità a priori di
quell'esito, calcolata tramite il rapporto
Insomma, è da cui |
Supponiamo ad esempio di estrarre una carta da un mazzo da scopa.
La probabilità che sia di “cuori”,
calcolata come ,
è
.
Ma allora, se ripetiamo l’estrazione per molte volte, diciamo ad
esempio per 2000 volte,
sempre reinserendo la carta estratta nel mazzo e mischiando prima
di effettuare un’altra estrazione,
il numero di volte in cui uscirà “cuori” si aggirerà intorno a, non differirà troppo da
.
E andiamo ora a parlare di “speranza
matematica”.
Ci conviene partire immaginando dapprima un gioco che nella realtà
è davvero molto raro:
un gioco nel quale si possa soltanto vincere e non si possa mai
perdere.
Armandoci di fantasia, supponiamo ad esempio che ci sia una
famiglia con 4 figlioli, molto, ma molto povera.
Soldi ce ne sono davvero pochissimi!
Tuttavia, la mamma vuole dare qualche vizietto ai suoi piccoli, e
anche scherzare un poco con loro.
Si decide, ogni sera dopo cena, di estrarre una pallina da una
scatola contenente 10 palline numerate da 1 a 10.
Se uscirà una delle palline dalla 1 alla 4, il figlio
corrispondente (ordinandoli dal più grande al più giovane)
vincerà 2 euro, che potrà ad esempio investire in un succulento
gelato … altrimenti, nessuno avrà niente.
Cosa ci aspettiamo che accada protraendo il gioco per molto tempo,
diciamo per 300 giorni?
Ad ogni estrazione, per ciascun ragazzo, la probabilità di
aggiudicarsi i 2 euro sarà di 1/10 (le palline sono 10).
Allora, per quanto ricordato all’inizio riguardo alla legge empirica
del caso,
ognuno dei 4 ragazzi vincerà i suoi 2 euro
per un numero di volte pressappoco uguale a .
E quindi, in quei 300 giorni, più o meno,
ciascuno si aspetta di incassare euro.
In media, qual è l’aspettativa giornaliera
di ognuno dei figli?
L’aspettativa giornaliera è di vincere
euro
Questo esempio ci fa capire che se moltiplichiamo la probabilità (nel nostro caso, 1/10) di una vittoria in
una singola “prova aleatoria”
per la cifra (2 euro, per i nostri ragazzi) che si spera di vincere nella prova,
otteniamo quella somma
di danaro che in media si vincerebbe ad ogni prova,
qualora si facesse un
numero molto alto di prove.
|
Bene! Definiamo “speranza
matematica” o “valore atteso” (in Inglese: mathematical expectation,
expected value) di una certa vincita S, il prodotto della vincita stessa
per la probabilità che essa ha di realizzarsi in una singola prova:
La “speranza matematica” è la
vincita che mediamente si avrebbe in una singola prova, se si effettuasse un numero
elevato di prove. |
Nella realtà concreta, ben raramente ci viene offerto di poter
vincere qualcosa senza la possibilità di perdere.
Le situazioni più frequenti sono quelle in cui si hanno due
contendenti … ma aiutiamoci con un altro esempio.
Supponiamo che una macchinetta
mangiasoldi sia programmata per comportarsi nel modo seguente.
Ad ogni giocata, si può vincere
(e ciò avviene con probabilità :
ossia, si vince mediamente
una volta ogni 10 giocate; insomma, su di un gran numero di
giocate, il numero di vincite non si discosta molto
dal numero delle giocate, diviso per 10); oppure si può perdere, con probabilità che sarà uguale
a
(sappiamo che la somma della probabilità di un evento con la
probabilità dell’evento contrario è sempre 1).
Ogni giocata costa 1 euro, ossia, quando si perde, si perde la
puntata di 1 euro. Quando si vince, il guadagno netto
è di 5 euro (il giocatore incassa 6 euro, quindi gli viene
restituito l’euro della puntata, più 5 euro di vincita netta).
Domanda: se faccio 1000 giocate, cosa posso aspettarmi
all’incirca, da un gioco di questo tipo?
Ragioniamo:
poiché ad ogni giocata la prob. di vincere
è 1/10, con le 1000 giocate vincerò pressappoco volte.
E poiché in caso di vincita il guadagno netto è di 5 euro, la
vincita sarà in totale, all’incirca, di euro.
Nel frattempo, però, avrò perso per circa volte;
per una perdita complessiva che si
aggirerà intorno a euro.
In totale, il mio bilancio finale dovrebbe
collocarsi intorno ai euro.
|
E ciò significa che in media, ogni
giocata mi avrà portato euro ossia mi avrà generato una perdita di 40
centesimi (bel pesciolino che sono!). |
|
Proviamo a generalizzare.
|
Se in una singola prova si può verificare uno e uno solo fra più
eventi incompatibili di rispettive probabilità positiva o negativa,
In media, in ogni singola prova avrò
vinto o perso la somma
Bene: la quantità la mia ed esprime, dunque, quello che posso
aspettarmi mediamente ad ogni prova, se ripeto per molte volte una prova
di questo tipo. |
ESEMPIO
Mi viene proposto il gioco seguente: si
prende un mazzo di carte da scopa, e se ne estrae una a caso.
Se è una figura vinco 70 centesimi, se
non è una figura ma è una carta di fiori o di picche ne vinco 50,
soltanto se è il “settebello” (7 di
quadri) perdo 16 euro. Qual è la speranza matematica del gioco?
Giocando molte volte, a lungo andare
finirei per vincere o per rimetterci?
La speranza matematica, che mi dice
quanto devo mediamente aspettarmi, pressappoco,
da una singola prova, se effettuo un
numero elevato di prove, è negativa, seppure di poco.
Devo attendermi, se mi ostino a giocare
moltissime partite, di finire in perdita. Ad esempio,
in 10000 partite, dovrei ritrovarmi
pressappoco a quota .
…Pressappoco, s’intende!
|
Un GIOCO si dice “EQUO” se la speranza matematica di ogni giocatore è
0. Ad esempio, se A e B prendono un
mazzo di carte da scopa ed estraggono una carta, con l’accordo che A: vince 6 euro se esce “cuori”, vince 3
euro se esce “quadri”, ne perde 5 se esce “fiori” e ne perde 4 con “picche”, la speranza matematica di A sarà
mentre ovviamente quella di B avrà il
valore opposto e quindi sarà anch’essa nulla. Questo gioco è equo: A e B, se effettuassero un numero
molto elevato di partite, non si ritroverebbero molto lontani dalla parità. |
Nei “giochi organizzati” (Lotto,
Casino, lotterie …) chi vuole concorrere paga una somma iniziale
(la puntata al Lotto o al Casino, il costo
del biglietto della lotteria …) sperando in una vincita ,
che sarà allora una vincita “lorda”, in
quanto il “netto” si otterrà sottraendole la somma inizialmente investita.
Vediamo come si può riscrivere la
formula per la speranza matematica in questa situazione “classica”.
Sia la probabilità di vittoria. La probabilità di
perdere varrà allora (evento contrario)
.
E avremo:
ATTENZIONE! In questa formula specifica per i giochi
organizzati compare la vincita LORDA,
mentre
nella formula generale
le
somme indicate vanno intese come vincite, o perdite, NETTE.
ESEMPIO
Alla roulette, ci sono 37 numeri su cui
puntare (da 0 a 36).
Se si punta su di un numero singolo, in
caso di vincita viene consegnato al giocatore un premio
uguale alla somma giocata, moltiplicata
per 36 (quindi, la vincita netta è uguale a 35 volte la posta giocata).
Quanto vale la speranza matematica
(supponendo di puntare 1 euro)?
La speranza matematica è quindi
negativa. Il gioco NON è equo. Sarebbe equo se in caso di vincita
venisse consegnato al giocatore un premio
lordo uguale a 37 volte la puntata, anziché solo 36.
Però il gioco non è nemmeno troppo
“disonesto”: se la speranza matematica, per la puntata di 1 euro, è uguale
a circa
,
vuol dire che di quell’euro mediamente a ogni puntata è come se il giocatore ne
recuperasse
quindi il
;
il guadagno del “banco” si limita mediamente al
di ogni puntata.
Il Lotto, ad esempio, è molto più
rapace nei confronti del giocatore.
Supponiamo si punti sul “numero secco”
o “ambata”.
La probabilità di vincere è ;
in caso di vincita, lo Stato paga però soltanto 11,232 volte la puntata
(e da questa vincita “lorda” occorre poi
sottrarre la puntata stessa per ottenere la vincita netta).
Allora la
speranza matematica è .
Per le altre
combinazioni del Lotto il discorso cambia poco (nel caso dell’ambo) o peggiora
di molto (terno, ecc.).
Il Casino comunque è più pericoloso,
perché il poter effettuare immediatamente nuove puntate, circondati da
altri giocatori assatanati, in un
ambiente dal fascino perverso, e il ricevere immediatamente l’eventuale premio,
tutto ciò fa sì che il giocatore si
senta spinto a continuare a rischiare, anche in caso di vincita,
fino a quando, per gli alti e bassi
della sorte, si ritrova a perdere tutto quello che ha in tasca.
La persona intelligente si tiene BEN
LONTANA dal gioco d’azzardo!
Ancora qualche osservazione sui “giochi
organizzati”, quelli nei quali è
In questi casi, il gioco è equo se è ,
ossia se
la posta da pagare per partecipare è uguale alla
speranza matematica
della vincita lorda:
.
L’uguaglianza
precedente si potrebbe pure riscrivere come :
questo rapporto
è dunque il valore che dovrebbe avere
la vincita lorda in un gioco equo nel quale la probabilità di vincere sia .
Ad esempio, se, come nella puntata sul
“numero secco” al Casino, si avesse una probabilità di 1/37 di vincere,
affinché il gioco sia equo la vincita
lorda dovrebbe essere 37 volte la posta.
Nella
stragrande maggioranza dei casi è invece ,
ossia
,
e per valutare
quanto il gioco sia sfavorevole al concorrente potremo calcolare il rapporto
fra speranza matematica della vincita
lorda e posta in gioco:
quanto più tale rapporto è basso,
tanto più il gioco sarà disonesto nei riguardi del concorrente;
quanto più tale rapporto sarà invece alto,
ossia vicino (per difetto) a 1, tanto più il gioco sarà clemente.
Avevamo osservato che la puntata sul
numero singolo al Casino non è, in sé, troppo rovinosa per il giocatore;
e in effetti,
se andiamo a calcolare ,
troviamo qui
che è un valore assai prossimo a 1.
Tale valore ci dice “quale parte della
sua puntata recupera, mediamente, il giocatore, a ogni giocata”.
Tradotta il percentuale, è più
espressiva: per cui il giocatore di Casino, quando punta
sul numero singolo, mediamente a ogni
puntata riesce a trattenere per sé il della somma investita.
Il rimanente lo incamera senza pietà il Casino. Il quale, tramite
questa e le altre tipologie di puntata
alla roulette, e tramite gli altri
svariati suoi giochi, alle spese dei merli fa sontuosi guadagni.
Il rapporto è
chiamato da alcuni “indice di equità”.
A seconda che sia =1, <1, o >1 il
gioco è da ritenersi equo, svantaggioso oppure vantaggioso.
Evidentemente, l’ultimo caso nei
“giochi organizzati” non si verifica mai, o meglio: si verifica solo
se ci mettiamo dal punto di vista
dello Stato nel Lotto e similari, o del Casino nella roulette e
similari:
insomma, se il giocatore al quale
pensiamo è l’organizzatore del gioco: lui sì, che ne trae un lauto vantaggio!
I NUMERI CASUALI (O MEGLIO: PSEUDOCASUALI) E IL FOGLIO ELETTRONICO E’ possibile ordinare a un foglio
elettronico di generare numeri casuali,
o meglio “PSEUDOcasuali”: essi infatti hanno l’apparenza della casualità, ma in
realtà non sono realmente casuali in quanto sono costruiti tramite un algoritmo a
partire da un valore iniziale, detto “seme”, quello sì - ma solo quello - da ritenersi casuale (si tratta, di
norma, del numero di secondi trascorsi da una certa data del passato). Digitando in una cella
si genera, in quella cella, un numero
casuale con la virgola x che può
andare da 0 (incluso) a 1 (escluso):
Questo numero cambierà ogniqualvolta
nel foglio elettronico un dato verrà inserito, o cancellato (o anche semplicemente se si preme,
posizionati in una cella vuota, il tasto CANC; oppure ancora, premendo il tasto-funzione F9
in alto sulla tastiera); come pure, ad ogni riapertura del
file. E volendo un numero casuale fra 0
(compreso) e 6 (escluso)? Beh, basterebbe scrivere
E fra 1 (compreso) e 15
(escluso)?
E se volessimo simulare il lancio di
un dado, quindi ci servisse un numero INTERO casuale fra 1 e 6? In questo caso potremmo ricorrere a
una combinazione fra la funzione CASUALE e la funzione INT. INT tronca un numero all’intero più
vicino per difetto, quindi, ad esempio, Allora la formula
ci fornirà per l’appunto un intero
che potrà valere, con ugual probabilità, 1, 2, 3, 4, 5 o 6. Infatti, aggiungendo 1 si ottiene un numero
con la virgola che può andare da 1 (compreso) a 7 (escluso); dopodiché la funzione INT, troncando
il numero ottenuto, lo fa diventare un intero compreso fra 1 e 6. Analogamente, il lancio di una moneta
potrà essere simulato da
Il risultato dell’applicazione della
formula potrà essere il numero 0, oppure il numero 1: bene, “0” potrà essere interpretato
come “Testa” e “1” come “Croce”, o viceversa. Anche i vari linguaggi di programmazione permettono
di generare numeri pseudocasuali: per il linguaggio
PASCAL, puoi consultare a questo proposito la pagina 172. |
ESERCIZI
sulla speranza matematica
1) Alla “roulette francese” ci sono 37 numeri
(0, 1, 2, … , 36). Quelli da 1 a 36 sono colorati metà in rosso,
metà in nero. Lo 0, invece, non è
considerato né “rosso” né “nero”. Se si punta sul rosso, o sul nero,
insomma sul “colore”, e si indovina, si
viene compensati con una vincita netta uguale alla somma puntata;
se, avendo giocato il “colore”, esce
“zero”, la regola è piuttosto complicata e può variare da Casino a Casino.
Certe case da gioco consentono in questo
caso al giocatore di riavere indietro metà della somma puntata.
Calcolare, se così stanno le cose, la speranza matematica di una
giocata di 1 euro sul “rosso” o sul “nero”.
2) Per ringraziarmi dell’aiuto prestato nei
compiti di matematica, i compagni di classe mi offrono un premio
in euro uguale al quadrato del numero che
otterrò dal lancio di un dado.
Se preferissi commutare questa offerta in
una cifra certa, quanti euro potrei domandare loro?
3) Se si gioca un “terno” al Lotto, in caso di
vincita lo Stato versa al giocatore la somma giocata, moltiplicata
per 4500. D’altra parte, si può dimostrare che la probabilità di
indovinare, se si gioca un terno, è 1/11748.
Calcolare la speranza matematica del gioco, se si puntano 10 euro.
4) Mi viene proposto il seguente gioco: si
lanciano due monete, e se esce: Testa su entrambe, vinco 20 euro;
Croce su entrambe, vinco 10 euro; esiti differenti, perdo 15 euro. Mi
conviene accettare?
5)
Completa la tabella seguente:
|
Giocata |
Vincita lorda (coefficiente) |
Probabilità p |
Sper. mat. (%) |
Indice di eq. (%) |
|
Estratto semplice |
11,232 |
1/18 |
|
|
|
Ambo |
250 |
1/400,5 |
|
|
|
Terno |
4500 |
1/11748 |
|
|
|
Quaterna |
120000 |
1/511038 |
|
|
|
Cinquina |
6000000 |
1/43949268 |
|
|
6) I) Calcola la speranza matematica:
a)
dell’esito del lancio di un dado
b) del
punteggio ottenuto lanciando 2 dadi e sommando
c) del
punteggio ottenuto lanciando due dadi e moltiplicando
II) Se lancio una coppia di dadi per 1000
volte, e ogni volta annoto il prodotto dei due numeri ottenuti,
quanto varrà all’incirca la somma di
questi prodotti?
7) Un amico mi sfida al gioco seguente:
si estrae una carta da un mazzo da scopa,
e se è 1 asso gli do io 10 euro, altrimenti mi dà 1 euro lui.
Calcolare la mia speranza matematica in
questo gioco.
Se accettassi ed effettuassi 1000
partite, quanto mi aspetto di guadagnare o perdere?
8) Se un benefattore mi offre in regalo 30 euro
certi, o, in alternativa, 180 euro ma solo se lanciando un dado
uscirà “6”, verifica che in entrambi i
casi la mia speranza matematica sarebbe la medesima.
RISPOSTE
1)
2)
3)
Con la formula semplificata:
4)
Il gioco è equo: alla lunga, si può
perdere o si può vincere,
ma comunque con sbalzi limitati rispetto
alla situazione finanziaria iniziale.
5) Speranze matematiche (arrotondate ai
centesimi):
Indici di equità:
6) I) a)
3,5 b) 7 c) 12,25
II) Non dovrebbe discostarsi molto da
7) . La mia speranza matematica nel gioco è
e, se giocassi 1000 partite,
mi aspetto di perdere una cifra intorno ai 100 euro.
8)
4.8 - Probabilità soggettiva
Nella vita di tutti i giorni chiunque, più o meno consapevolmente,
effettua valutazioni di probabilità senza
ricorrere
NÉ al calcolo del rapporto n° casi favorevoli/n° casi possibili, NÉ all’osservazione di una frequenza.
Pensiamo ad esempio a una partita di calcio fra due
squadre improvvisate all’oratorio:
non ha alcun senso pensare ad un insieme di casi
equipossibili, ma non ha neppure senso una visione statistica,
visto che quelle due particolari squadrette non si
sono mai incontrate in precedenza!
Però bene o male conosciamo l’abilità dei singoli
giocatori, per cui un’idea della
probabilità ce la potremo fare.
Che probabilità c’è che le azioni di una data ditta
non diminuiscano di valore nei prossimi 6 mesi?
Quanto è probabile che la cuginetta Anna si separi dal
fidanzato entro la fine di quest’anno?
Nel passare in
rassegna, al paragrafo 3, i vari tipi di “probabilità”,
avevamo presentato
brevemente la probabilità “soggettiva” nel modo che riportiamo qui di seguito.
|
INTERPRETAZIONE
1) La probabilità
“soggettiva” di un evento è a/b se un soggetto “coerente” G è disposto a
pagare subito la somma a per ricevere in
futuro la somma b (con un guadagno netto, quindi, uguale a “Coerente”
significa che lo stesso soggetto G deve essere disposto in qualsiasi momento
a scambiarsi di ruolo con l’altro
giocatore se l’evento si
verifica: quindi anche G, per essere coerente, deve essere disposto a
incassare subito la somma a per pagare in un
futuro la somma b (con una perdita uguale in valore assoluto a INTERPRETAZIONE 2) Anche, in modo del tutto equivalente: la probabilità
di un evento E è uguale a s/S se per me è del tutto indifferente l’offerta,
da parte di un benefattore, ♪
di una somma s certa, che mi
viene pagata in ogni caso ♫
oppure in alternativa di una somma S, che però mi verrà data solo se
l’evento E si verificherà. |
Cerchiamo di chiarire meglio il discorso facendo degli esempi.
Dunque io valuto soggettivamente uguale a 1/4 la probabilità di un
evento se sono disposto a pagare 1 euro,
per incassare 4
euro nel caso l’evento si verifichi (in questo caso mi verrebbe restituito il
mio euro, e me ne
verrebbero pagati
altri 3 di vincita netta); però sarei anche disposto a mutare la mia scommessa
nella seguente:
incasso 1 euro, ma
lo restituirò e in più pagherò 3 euro (in totale: sborserò 4 euro) se l’evento
si verificherà.
Ma allora valutare soggettivamente in 1/4 la probabilità di un evento
vuol dire, in fondo,
ritenere che la
facilità di verificarsi di quell’evento sia paragonabile alla facilità che si
avrebbe
di estrarre una
pallina Rossa da un’urna contenente 1 Rossa e 3 Nere, per un totale di 4
palline:
anche di fronte a quest’urna, infatti, sarebbe equo offrirsi di pagare
subito la somma di 1 euro nella prospettiva
di incassare 4 euro (con un guadagno netto di 3) qualora, estraendo una
pallina, esca una Rossa
(infatti, su 1000 estrazioni con reimbussolamento, è previsto di pescare
una Rossa all’incirca 250 volte,
vincendo dunque 750 euro netti, e una Nera 750 volte circa, perdendo
circa 750 euro: si resterà pressappoco alla pari).
Posso anche
vederla in questo modo: valutare uguale a 1/4 la probabilità dell’evento
significa che
se un (improbabile!
) benefattore mi offre di regalarmi 4 euro nel
caso l’evento si verifichi, io posso dirgli:
guarda, pagami 1
euro comunque vadano le cose, e siamo a posto.
Immagina, anche in
questa ottica, di effettuare 1000 prove:
vedrai che la tua
situazione finanziaria non varierebbe di molto se tu facessi una scelta
piuttosto che l’altra.
Su 1000 prove, se
fai la scelta a) (il benefattore ti dà 4 euro ogni volta che l’evento si
verifica),
vincerai
pressappoco 250 volte con un guadagno netto di euro.
E se fai la scelta
b) (1 euro per ogni prova, qualunque sia l’esito) il tuo guadagno netto sarà di
euro.
Nulla cambia.
Osserva anche
questo: la scelta a) e la scelta b) hanno la stessa “speranza matematica”!
(vedi paragrafo precedente).
Infatti .
Verifica
tu stesso che nell’interpretazione 1), in cui non compare il fantomatico e
leggendario benefattore
ma
ci sono due contendenti, i giocatori G e ,
la speranza matematica di ciascun giocatore è 0.
Qualcuno potrebbe
obiettare: “Ma che senso ha chiamare in causa la speranza matematica, quando
l’evento di cui
ci si sta
occupando non è un evento ripetibile?”… Giusto; tuttavia, se consideriamo il
fatto che assegnare, per esempio,
probabilità
soggettiva 1/4 ad un evento, significa assegnargli lo stesso grado di
“facilità” che avrebbe l’estrazione
di una pallina
Rossa da un’urna con 1 sola Rossa e 4 palline in totale, ecco che il concetto
di “speranza matematica”
torna ad avere un
senso; e in effetti, può aiutarci a
decidere rapidamente
sull’equivalenza o meno di due situazioni.
|
IL MONDO INFIDO E TRISTE DELLE SCOMMESSE |
|
… Come sono furbo! Quest’anno ho perso solo 10000 dollari! Un altro ne avrebbe persi minimo 20000! |
Cosa vuol dire, in
una scommessa sulle corse di cavalli, che Fulmine è dato 5 contro 3?
Vuol dire che la
probabilità di Fulmine vincente è valutata, soggettivamente, uguale alla
probabilità che
si avrebbe di
estrarre una pallina Rossa da un’urna con 5 palline Rosse e 3 Nere, per un
totale di 8 palline.
Quindi
|
|
|
In casi come quello dell’es. precedente si suole anche dire che la
“quotazione” di Fulmine è 5/3 (5 su 3, 5 contro 3).
Attenzione, però!
“Quotazione” r non vuol dire “probabilità” p: per passare dalla
“quotazione” (5/3 nell’esempio dato) alla “probabilità”,
si deve applicare la formula (dimostralo!). La “quotazione” è una specie di
… “probabilità relativa”.
L’avverbio
“contro”, nelle scommesse, è utilizzato anche quando si specifica
quanto si incasserebbe, a fronte
di una data puntata (solitamente si prende la puntata unitaria: 1 euro), nel
caso l’evento pronosticato si verifichi.
Ad esempio, nei paesi europei ad esclusione della Gran Bretagna, si
parla di pagare “4 contro 1” un evento
per indicare che
“il banco”, ossia l’organizzazione che gestisce le scommesse, se lo
scommettitore punta
1 euro su di un
evento, promette di pagargli una somma LORDA di 4 euro nel caso l’evento si
verifichi
(somma lorda: quindi il giocatore incasserebbe 4 euro ma al netto
vincerebbe euro).
Le QUOTAZIONI ALLE
SCOMMESSE (= le quote che vengono pagate dal banco per ogni euro pagato
dallo scommettitore) sono
espresse in modo differente nelle varie zone geografiche.
q
Nell’EUROPA CONTINENTALE,
ad es., la consuetudine è di indicare la quota sotto forma di numero,
intero
o decimale, che esprime la vincita LORDA di chi ha puntato 1 sull’evento.
Cosicché, se la quota è 1,5 e Tizio ha puntato 1
euro, la somma che il banco verserà a Tizio nel caso indovini è 1,5
e il guadagno netto di Tizio è 0,5.
Naturalmente, se Tizio avesse puntato 100 euro, ne
incasserebbe con un guadagno netto di 50, ecc.
q
In GRAN BRETAGNA, si usa una frazione
che porta a numeratore il guadagno NETTO e a denominatore
la
puntata, cosicché, ad esempio, il Partito della Pagnotta
dell’esempio precedente verrebbe quotato 199/1,
e una quota 1/5 significherebbe che se lo
scommettitore punta 5 euro, in caso di vincita guadagnerà 1 euro netto
(= gli verranno restituiti i 5 euro sborsati, e in
più gli verrà dato 1 euro, per un totale lordo di 6 euro).
q
Negli STATI UNITI l’abitudine è
di utilizzare numeri negativi o positivi:
un
numero negativo indica la puntata necessaria per conseguire un guadagno NETTO di
100,
un
numero positivo indica il guadagno NETTO che corrisponde a una puntata uguale a
100.
q
Naturalmente il “banco”, se ritiene, in base alle sue
documentatissime informazioni e sofisticate valutazioni,
che
un evento abbia, ad esempio, 1 probabilità su 5 di verificarsi, non si
dichiarerà mai disponibile a pagare
quella
che sarebbe la quota “equa”, ossia un premio lordo di 5 quando il giocatore
punta 1:
prometterà
invece di versare un lordo di 4, o di 3,5 ad esempio, in modo che, sul gran
numero di scommesse
e
tenuto conto anche delle puntate sull’evento contrario, gli scommettitori
globalmente ci rimettano
e
il banco stesso invece prosperi, alla faccia dei pesciolini e pescioloni.
q
Il comportamento di una persona
intelligente è identico tanto nell’Europa continentale,
quanto nel Regno Unito o negli USA o altrove: egli,
semplicemente, non scommette nulla: euro 0,00.
|
Un giocatore perde sempre. Perde denaro, dignità e tempo. E se vince, tesse intorno a sé una tela di ragno. Mosè Maimonide, Sha' are
ha-Musar I tratti essenziali di ogni gioco: la simmetria, le leggi arbitrarie,
il tedio. Jorge Luis Borges, Esame
dell'opera di Herbert Quain |
ESERCIZI sulla probabilità “soggettiva”
(risposte sotto … coprile!)
1) Una giovane attrice con delle gambe stupende decide
di assicurarle, e la compagnia le chiede di pagare
un premio
di 30000 euro, garantendole un rimborso di 2000000 di euro nel caso le gambe
vengano rovinate
- entro i
prossimi 5 anni - da un incidente o altro (ferimento, malattia …)
Tenendo
conto del fatto che la compagnia di assicurazioni vuole anche guadagnarci,
se ne può
dedurre che ha valutato la probabilità di un danno alle gambe come inferiore a
… ???
2) Un amico mi offre di scommettere sulla vittoria di
una squadra di calcio locale: se la squadra vincerà,
lui mi
pagherà 50 euro, mentre richiede che io gli paghi 20 euro in caso di pareggio o
sconfitta.
Tenendo
conto del fatto che l’amico mi vuole fregare, che valore si deve ritenere che
abbia
soggettivamente attribuito alla probabilità di vittoria per quella
squadra?
3) Un tappo di plastica non è perfettamente
simmetrico: può darsi dunque che tenda, se lanciato,
a fermarsi
più facilmente con la parte cava verso l’alto … o con la parte convessa verso
l’alto, chissà!
Come faccio
a stabilire qual è l’esito più probabile del lancio del tappo?
Se ritengo
equa una scommessa nella quale si tratta di lanciare un tappo e pagare 35
centesimi
nel caso il
tappo si fermi con la parte cava verso l’alto, per vincerne 65 in caso
contrario,
che
probabilità sto assegnando all’evento “parte cava verso l’alto”?
4) Ho lanciato per 500 volte una puntina da disegno,
poi mi sono stufato … ma ho osservato che per 190 volte
questa si è
fermata con la punta verso l’alto. Ora, dovendo organizzare una scommessa equa
sul lancio della
puntina da
disegno, se chi parteggia per l’esito più probabile vuole vincere 5 euro netti,
quanto gli
imporrò di pagare qualora si verifichi invece l’esito più difficile?
5) Di fronte ad una competizione fra i tre cavalli
Dinamite, Tornado e Orazio,
ritengo,
soggettivamente, che Dinamite abbia il doppio delle probabilità di vincere
rispetto a Tornado,
e 2 volte
e mezza le probabilità di Orazio.
Sai dirmi,
quindi, che probabilità sto assegnando alla vittoria di ciascuno?
6) a) Sono un
esperto e smaliziato giocatore di flipper, e quello installato al bar Sport non
ha segreti per me.
Ritengo
sia equo sfidare gli amici a una scommessa sotto queste condizioni:
se
faccio almeno 100000 punti in una partita, vinco 5 euro, altrimenti ne pago 20
(equo nel senso che, ripetendo la sfida molte volte, non mi aspetto né
di perdere né di vincere molto).
In
questo modo, quale probabilità implicitamente attribuisco al mio fare 100000
punti in una partita?
b) In
generale, se ritengo equo, qualora si verifichi un evento E, di vincere una
somma x, accettando di
perdere una somma y qualora E
non si verifichi, qual è la mia valutazione della probabilità dell’evento E?
7) Trasforma l’espressione della quota di una
scommessa a seconda delle usanze dei vari paesi:
|
|
Italiana |
Inglese |
Americana |
|
Italiana |
Inglese |
Americana |
|
3,5 |
|
|
|
|
|||
|
|
5/8 |
|
… contro … |
7/3 |
|
||
|
|
|
|
… contro … |
|
|
8) Se la quota (italiana) di una scommessa è 1,80
quanto devo puntare per vincere 20 euro netti se mi va bene?
In
generale, se la quota (italiana) di una scommessa è q, quale dev’essere la mia puntata x
se
voglio una vincita netta y in caso di
successo? E se punto z, quanto
vincerò al netto?
RISPOSTE
1) inferiore a 1,5% 2) <2/7 3) Lanciando tantissime volte e calcolando
la freq. rel. di ciascun esito. 0,65=65%
4) per cui posso attribuire all’evento “punta
verso l’alto” una probabilità del 38% circa.
Ora, il
gioco è equo se questo esito “punta verso l’alto”, che è il più difficile,
viene pagato 8,16 euro circa.
5) Detta p
la probabilità che attribuisco a Dinamite, si avrà
6) a) b)
|
7) |
Italiana |
Inglese |
Americana |
|
Italiana |
Inglese |
Americana |
|
3,5 |
5/2 |
|
10 contro 1 |
9/1 |
|
||
|
|
5/8 |
|
10 contro 3 |
7/3 |
|
||
|
2,333 |
4/3 |
|
2 contro 1 |
1/1 |
|
8) per vincere un netto di 20, devo puntare 25; per
vincere y netti, punto ;
se punto z, vinco
netti
4.9
- Curiosità: il “paradosso di Simpson”
Vado pazzo per le caramelle al Limone; quelle alla
Menta, invece, non so perché, mi danno un po’ di nausea.
Ora, in una stanza (S1) ci sono due urne, una Bianca
(B1) e una Nera (N1),
tali che
mentre
In un’altra stanza (S2) vi sono poi altre due urne,
una Bianca (B2) e una Nera (N2),
tali che
mentre
Verifica che
♪
in qualunque
stanza io entri, con la possibilità di scegliere un’urna e da questa pescare
una caramella,
per assecondare i miei gusti mi
converrebbe sempre optare per l’urna Bianca presente in quella stanza;
♫
mentre,
stranamente, se si mettessero insieme i contenuti delle due urne Bianche,
creando così
una terza urna Bianca B3, e allo stesso modo si facesse con le due Nere
generando una nuova urna Nera N3,
dovendo scegliere fra B3 ed N3 mi converrebbe questa volta prendere
l’urna Nera!
Questo fatto
inaspettato che si presenta a volte nelle applicazioni della Statistica, ad
esempio in medicina,
o nelle
scienze sociali, prende il nome di “paradosso di Simpson” (reversal paradox,
amalgamation paradox, …)
e ad esso si riferisce
il riquadro che segue, per il quale ringrazio l’Autore Thomas Michael
Müller/Vismara.
|
PARADOSSI DI STATISTICA: IL PARADOSSO DI SIMPSON Immaginiamo che la nota rivista italiana Lankelot
(letteratura e sogni) si trovi ad affrontare una scabrosa situazione. Un imprenditore, interessato ad affossare la
rivista, pubblica una serie di attacchi contro il direttore, Franchi. In particolare lo accusa di discriminazione contro
le donne. Afferma infatti che nell’ultimo anno la rivista ha ricevuto 1200 articoli passati al vaglio dei
reviewer di Lankelot. 600 sono stati scritti da uomini e 600 da donne. Tra i 600 sottoposti da uomini, ne sono stati
accettati 350, vale a dire il 58,3%; dei 600 sottoposti da donne, ne sono stati accettati
soltanto 250, vale a dire il 41,7%. L’imprenditore scrive, in un rovente articolo, che
si tratta di un chiaro caso di discriminazione. Franchi, comprensibilmente nervoso, controlla i
dati: tutto vero, l’imprenditore non mente. Allora si rivolge, piuttosto arrabbiato, ai
responsabili delle varie sezioni di Lankelot, vale a dire Arti (cinema e musica), Letteratura e Scienze, per
avere una spiegazione, e scovare il responsabile della figuraccia. Dalla sezione Scienze, Mat risponde che sono stati
proposti 400 articoli: 200 scritti da uomini e 200 da donne. Ne sono stati accettati la metà per gli uomini e la
metà per le donne (100 e 100), vale a dire il 50% del totale. Nessuna discriminazione quindi. Dalla sezione Arti, Federico risponde che sono stati
sottoposti 400 articoli, 300 scritti da uomini, e 100 da donne. Sono stati accettati 225 articoli di uomini (il 75
%) e 75 articoli scritti da donne (il 75 %). Anche qui, nessuna discriminazione. Infine, arrivano i dati di Marina: la sezione Letteratura
ha ricevuto 400 articoli, 300 scritti da donne, 100 da uomini. Sono stati accettati 75 articoli scritti da donne
(il 25%) e 25 articoli scritti da uomini (il 25%). Nemmeno qui si ravvisano irregolarità. Franchi a questo punto è imbarazzato e conta i dati: - sono stati proposti in totale 1200
articoli (400 per ogni sezione). - Sono stati proposti 600 articoli, sia per
gli uomini (200+300+100) che per le donne (200+100+300) - Sono stati accettati 100+225+25 = 350
articoli scritti da uomini. 350 su 600 significa il 58,3% - Sono stati accettati 100+75+75 = 250
articoli di donne, vale a dire il 41,7% Quindi l’imprenditore non mente (anzi, è in buona
fede), Franchi non ci capisce più niente, e i responsabili delle sezioni nemmeno. Cosa succede
quindi? Succede che siamo in pieno nel PARADOSSO DI SIMPSON.
Poco conosciuto persino dagli statistici, il
paradosso di Simpson permette a certe condizioni situazioni in cui il comportamento di sottogruppi è
diverso dal comportamento complessivo. Il nostro esempio, per dirne una, inverte una
situazione perfettamente paritaria a livello di singole sezioni, in una situazione globale in cui le donne sono
discriminate. Potrebbe anche accadere di peggio: avremmo potuto avere una situazione in cui gli uomini sono
sfavoriti a livello delle singole sezioni, ma le donne sfavorite in totale. Il nostro caso può essere letto così: benché donne e
uomini siano trattati in modo uguale, le donne hanno scelto in maggioranza la sezione con i criteri di selezione
più duri. Ecco quindi l’origine del paradosso. Francois Bavaud e Patricia Roux, dell’Università di
Losanna, nel loro lavoro sul Swiss Journal of Psychology, “The means
inversion paradox: when the whole is inverted relatively to each of its
parts”, presentano 5 casi reali di paradosso di inversione.
Ad esempio: · il tasso di ammissione postgraduate all’università
della California è più basso per le donne, ma in ogni singola facoltà la
situazione è invertita (le donne scelgono facoltà meno permeabili) · In ogni regione della Francia, il consumo di patate
è più alto tra i contadini, che tra i non-contadini, ma la
tendenza è invertita nel complesso. Molti contadini vivono in regioni dove si
mangiano poche patate. (…) Il paradosso può avere luogo anche con
sotto-sottocategorie rispetto alle sottocategorie, e così di seguito. (…) |