7.3 - Teorema sulla probabilità dell’evento contrario

 

Sia U l’insieme universo dei casi equipossibili, e sia .

 

 

Utilizzando il simbolo di “soprallineatura” che, com’è noto,

può essere impiegato coi due significati (strettamente correlati) di

 

 

possiamo indicare con  l’evento contrario dell’evento A

(ossia quell’evento che si verifica se e solo se NON si verifica A).

 

La scrittura  verrà letta “non A” se interpretata dal punto di vista logico,

mentre verrà letta “il complementare di A”

(ma si può dire tranquillamente “non A” pure in questo caso)

se interpretata in chiave insiemistica.

 

Abbiamo

 

 

e resta così dimostrato un enunciato semplice ma spesso estremamente utile negli esercizi,

che avevamo già anticipato nelle pagine precedenti, ovvero il

 

 

TEOREMA SULLA PROBABILITA’ DELL’EVENTO CONTRARIO:

 

 

 

 

 

 

PIU’ IN GENERALE,

 

qualora sia ,  si ha   

(la semplicissima dimostrazione è analoga a quella sul Teorema dell’Evento Contrario)

 

 

 

 

q       Esempio

 

      Si lancia successivamente per 10 volte una moneta,

      e si vuole sapere la probabilità che esca almeno una volta "testa".

 

 

Questo problema si risolve molto più agevolmente se si considera l' "evento contrario":

"non esce mai testa", ossia: "esce sempre croce".

E' molto facile stabilire la probabilità di questo evento contrario;

c'è infatti un unico caso favorevole ossia (C, C, C, C, C, C, C, C, C, C) sui  casi possibili.

Quindi avremo

 

da cui, in virtù del teorema sopra dimostrato,

 

 

IDEA-GUIDA

In generale, in moltissimi quesiti di CdP in cui compare la parola “almeno”,

è conveniente passare all’evento contrario.

 

 

La parola “almeno” è una “parola-spia” in CdP:

essa ci deve sempre indurre a riflettere se sia conveniente utilizzare

 il Teorema dell'Evento Contrario …

e quasi sempre la convenienza c’è.