INTRODUZIONE ALLA TRIGONOMETRIA

 

1.  SENO, COSENO E TANGENTE DI UN ANGOLO: UN PRIMO APPROCCIO

 

NOTA. - In questo capitolo utilizzeremo

                il PUNTO, anziché la virgola,

                come separatore per i decimali

 

Il vettore  in figura

ha modulo 5;

l’ampiezza dell’angolo  è di 40°.

Quanto misurerà il modulo di

?

Problemi di questo tipo

si presentano di frequente in Fisica:

fra i tantissimi esempi,

possiamo pensare allo studio

del moto su di un piano inclinato

sotto l’azione della forza di gravità.

 

E’ proprio la situazione

a cui si ispira la figura.

 

Come è ovvio, la risposta dipende strettamente dal fatto che l’angolo  è proprio di 40°.

Se, poniamo,  misurasse invece 20° (e la misura di  fosse sempre 5: figura qui a destra),

la risposta cambierebbe:  avrebbe, in questo caso, un modulo più piccolino

(osserviamo comunque, per inciso, che nel passaggio da  ad  

 il valore del modulo di  NON diventerebbe esattamente la metà!). Bene:

 

chiamiamo “seno” di un angolo  un numero, che è caratteristico dell’angolo stesso;

il “seno” di un angolo  è il numero per cui moltiplicare l’ipotenusa

di un triangolo rettangolo che ha un angolo acuto uguale ad ,

per ottenere la misura del cateto opposto !!!

 

Prendi la macchinetta calcolatrice e digita 40 sul display.

 

 

Premi ora il tasto .

 

Sul display comparirà il numero cercato,

che si scrive  o  e si legge  o :

in questo caso, si tratterà di , leggi .

Esso è  (valore approssimato; salvo casi particolarissimi,

i numeri così ottenuti hanno infinite cifre decimali, e la macchinetta li arrotonda).

 

Se ora moltiplichi il modulo di  (che è 5) per ,

otterrai  che è il modulo di .

 

Fai poi la stessa cosa supponendo che l’angolo  misuri .

Otterrai  che è dunque il valore per cui moltiplicare il modulo di  

se si desidera ottenere il modulo di , qualora sia .

Perciò il modulo di  sarà in questo caso  

 

 

 

IL SENO DI UN ANGOLO ACUTO  

 

      

 

Il seno di un angolo acuto  è quindi uguale al rapporto, al quoziente,

fra il cateto opposto e l’ipotenusa,

in un triangolo rettangolo che abbia  come angolo interno.

 

Poiché in un triangolo rettangolo ogni cateto è sempre minore dell’ipotenusa,

il seno di un angolo acuto sarà sempre <1.

 

 

  oppure   

Latino , inglese .

 

 

 

 

Osserviamo che se noi teniamo fissa l’ampiezza dell’angolo ,

ma restringiamo o allarghiamo il triangolo rettangolo,

il rapporto cateto opposto/ipotenusa, ossia il seno, non cambia,

perché se ad esempio il cateto si riduce alla metà, la stessa cosa

avviene anche dell’ipotenusa, per cui il loro quoziente rimane inalterato:

 

 

Per questo la definizione è “ben posta”:

la quantità  dipende esclusivamente dall’angolo ,

e non dal particolare triangolo rettangolo considerato.

 

 

 

 

Si dice che IL “SENO”

È UNA “FUNZIONE ANGOLARE”.

“Funzione” indica una quantità che

dipende in modo univoco da un’altra.

Nel nostro caso, il valore del seno dipende

in modo univoco dall’ampiezza dell’angolo.

 

 

NELLA FUNZIONE “SENO”

·     al raddoppiare dell’angolo, il seno NON raddoppia;

·     se l’angolo diventa triplo, il seno NON diventa triplo;

·     se l’angolo dimezza, il seno NON dimezza …

eccetera.

 

 

OCCHIO a non fare confusione.

La scrittura  non ha proprio NIENTE A CHE FARE con una moltiplicazione:

non significa “sen” moltiplicato “  ” … per carità, non avrebbe nessun senso!

Come non avrebbe nessun senso scrivere “sen” e basta. La scrittura significa “il seno di  ”:

 è l’angolo e  indica la funzione, indica che vogliamo passare dall’ampiezza dell’angolo

a quel numero che ne esprime il “seno”, e del quale ben conosciamo il significato geometrico.

 

 

Vediamo se hai capito. Copri con la mano le risposte, che sono riportate immediatamente sotto.

 

   1)

Se nel triangolo rettangolo

in figura io conosco

,  

e dispongo di una

macchinetta calcolatrice,

potrò determinare

tutti gli altri lati?

 

 

RISPOSTE

 

 

 

  2)

Se nel triangolo rettangolo

in figura io conosco

,  

e dispongo di una

macchinetta calcolatrice,

potrò determinare tutti i lati?

 

1)   Sì. .  RP potrà essere determinato con Pitagora oppure così:

      ;     

2)  Sì. ,   poi EF con Pitagora oppure facendo:

     ;    

 

 

COME RISALIRE DAL VALORE DEL SENO ALL’AMPIEZZA DELL’ANGOLO

Se nel triangolo rettangolo in figura io conosco

,  

e dispongo di una macchinetta calcolatrice,

potrò determinare le ampiezze degli angoli acuti?

 

 

 

Certamente!

Prima, con Pitagora, , quindi   

da cui potrò risalire all’ampiezza di  digitando 0.8 con la calcolatrice poi premendo il tasto  .

Questa in genere nelle macchinette è una “seconda funzione”: per attivarla si premerà prima il tasto 2ndF.

Si trova 53.130102 ovvero una misura in: gradi, decimi di grado, centesimi di grado …

Volendo trasformare in gradi, primi ( = 60-esimi di grado) e secondi ( = 60-esimi di primo), come si può fare?

Si prende la parte dopo il punto decimale ossia 0.130102

e ci si chiede innanzitutto a quanti primi, ossia a quanti 60-esimi di grado, corrisponde:

.

Ma a quanti secondi corrispondono ora ?

 cioè   + ancora una frazione di secondo.

A questo punto possiamo però accontentarci, e approssimare  con .

 

 

 

Un’ultima puntualizzazione. Il tasto, sulla macchinetta, che permette di risalire dall’angolo al seno, è ;

ma quel “  ” in alto a destra non è un esponente, è piuttosto uno PSEUDO-esponente:

non significa “fare il reciproco”, ma “applicare la funzione inversa, quella che fa tornare indietro”.

 

 

E veniamo ora alla funzione “sorella” del seno: il coseno, e a una “cugina”: la tangente.

 

 

IL COSENO DI UN ANGOLO ACUTO  

 

      

 

Il coseno di un angolo acuto  è quindi uguale al rapporto, al quoziente,

fra il cateto adiacente e l’ipotenusa,

in un triangolo rettangolo che abbia  come angolo interno.

 

Poiché in un triangolo rettangolo ogni cateto è sempre minore dell’ipotenusa,

il coseno di un angolo acuto sarà sempre <1.

 

 

 

 

Riprendiamo un attimo il problema 1).

Si trattava di determinare i lati del triangolo in figura sapendo che

,  

Bene: per calcolare RP, si potrebbe dunque utilizzare il coseno e scrivere

 

dove il valore del coseno è stato ricavato tramite una macchinetta calcolatrice,

digitando 24 poi pigiando il tasto .

 

 

 

LA TANGENTE DI UN ANGOLO ACUTO  

 

      

 

La tangente goniometrica di un angolo acuto  è quindi uguale

al rapporto, al quoziente, fra il cateto opposto e il cateto adiacente,

in un triangolo rettangolo che abbia  come angolo interno.

 

La tangente goniometrica (di solito si dice, per abbreviare: “la tangente”)

di un angolo acuto può assumere valori qualsiasi, anche molto grandi.

 

 

 

  oppure   

 

La tangente è legata al seno e al coseno da una semplice relazione: è Infatti  

 

 

Riprendiamo il problema 2).

I dati erano: , . Per calcolare EF, si potrebbe procedere così:

     

Il tasto sulla calcolatrice per ottenere la tangente porta in genere la scritta  .

In alternativa:  

ESERCIZI

 

 

1)  La tabella seguente riporta i valori di seno, coseno e tangente di alcuni angoli particolari (valori arrotondati

     a 2 cifre dopo la virgola). Utilizzando la tabella (che ti eviterà di dover metter mano alla calcolatrice)

determina i valori approssimati dei segmenti che nelle varie figure sono indicati col “punto interrogativo”.

 

 

 

10°

20°

30°

40°

50°

60°

70°

80°

 

0.17

0.34

0.50

0.64

0.77

0.87

0.94

0.98

 

0.98

0.94

0.87

0.77

0.64

0.50

0.34

0.17

 

0.18

0.36

0.58

0.84

1.19

1.73

2.75

5.67

 

 

Prima di svolgere gli esercizi (le cui soluzioni sono in fondo alla pagina) osserva la tabella:

 

        potrai notare che il seno di un angolo coincide col coseno dell’angolo complementare

      (due angoli sono fra loro “complementari” quando sono del tipo  ossia

      quando la loro somma è di 90°: ad esempio, un angolo di 20° e uno di 70° sono complementari).

 

       quando l’angolo raddoppia, NON è vero che seno, coseno, tangente raddoppino

    (il loro valore è piuttosto vicino al doppio solo quando l’angolo è piccolo,

     ma conservando un numero maggiore di cifre decimali, si potrebbe osservare che nemmeno

     per gli angoli piccoli al raddoppiare dell’angolo si ha un valore della funzione esattamente doppio).

 

 

 

 

a) 

b)   

 

 

c) 

d)  

 

2) Trasforma in gradi, primi e secondi. Esempio:

 

      

 

 

     a)        b)       c)  

 

 

3)  Trasforma in gradi, decimi di grado, centesimi di grado, ecc. Esempio:

 

      

 

 

     a)         b)        c)  

     

 

4) Con la calcolatrice tascabile, stabilisci quanto misurano gli angoli acuti dei triangoli rettangoli

    che corrispondono alle tre “terne pitagoriche”  a)  5, 12, 13;    b)  7, 24, 25;    c)  9, 40, 41.

    E’ richiesto di approssimare l’angolo ai gradi e ai PRIMI.

 

 

RISPOSTE

 

NOTA - Se un calcolo darà come risultato un numero con più di 2 cifre dopo la virgola,

arrotonderemo ai centesimi, seguendo la REGOLA PER GLI ARROTONDAMENTI seguente:

 

        Se vengono trasformate in “0” tutte le cifre a partire da una certa cifra e verso destra, quando la prima cifra

da trasformare in “0” è  0, 1, 2, 3 o 4, allora nell’arrotondamento la cifra precedente resta invariata;

 

      se invece la prima cifra da trasformare in “0” è 5, 6, 7, 8 o 9,

allora nell’arrotondamento la cifra precedente viene aumentata di un’unità.

 

Esempi: l’arrotondamento di 2.5763 ai centesimi è 2.58; quello di 0.872 sempre ai centesimi è 0.87.

 

 

1)  a)     

           

 

 

 b)        

           

 

 

 c)         (NOTA)

            

 

 

 d)          

          

 

NOTA  Se a questo punto si ricalcolasse LN come LK/sen 40° , uscirebbe una lunghezza leggermente diversa da quella trovata prima. In questo contesto ci interessa poco, tant’è vero che abbiamo deciso di approssimare

a due cifre decimali anche i seni, i coseni e le tangenti; ma in generale, in calcoli di questo genere, è sempre

buona norma cercare di coinvolgere valori “base”, e non valori già calcolati e quindi affetti da approssimazione.

 

2)  a)   b)   c)         3)   a)     b)    c)  

 

 

4)  a)  22° 37’,   67° 23’    b)  16° 16’,   73° 44’     c)  12° 41’,   77° 19’